Un libro che non lascia indifferenti, e forse non vuole farlo
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Quello che colpisce subito è la chiarezza. Anche quando entra in dettagli tecnici, tutto resta comprensibile. Il racconto del Trinity test e della trinitite, quel “vetro verdastro e radioattivo”, è uno di quei momenti in cui la scienza diventa immagine. Marcello, a volte sembra che tu non ti fidi dell’uomo. Quando scrivi che siamo “incendiari per natura”, viene spontaneo chiedersi se esista, secondo te, una via diversa.
È una provocazione o una convinzione? Il libro ricorda, per certi versi, autori come Primo Levi quando affrontava la scienza come esperienza morale. Non per i contenuti, ma per l’onestà. C’è però un aspetto che mi ha lasciato perplesso. Alcuni passaggi sembrano voler convincere più che raccontare. Non è necessariamente un difetto, ma rende il libro meno neutrale.

Allo stesso tempo, questa mancanza di neutralità è anche la sua forza. Perché rende tutto autentico. Alla fine, resta una domanda: questo libro è un saggio o un avvertimento. Forse entrambe le cose.
Voto: 8/10
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Ufficio Stampa
Cristiano Romanelli
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