Un libro che non lascia indifferenti, e forse non vuole farlo

Leggere “L’era nucleare” è un’esperienza particolare, perché non sembra di avere tra le mani solo un libro, ma una specie di confessione. Non quella intima, ma quella civile. Si ha la sensazione che Marcello Lisco abbia scritto questo testo non solo per spiegare, ma per liberarsi di un peso.
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Quello che colpisce subito è la chiarezza. Anche quando entra in dettagli tecnici, tutto resta comprensibile. Il racconto del Trinity test e della trinitite, quel “vetro verdastro e radioattivo”, è uno di quei momenti in cui la scienza diventa immagine. Marcello, a volte sembra che tu non ti fidi dell’uomo. Quando scrivi che siamo “incendiari per natura”, viene spontaneo chiedersi se esista, secondo te, una via diversa.

È una provocazione o una convinzione? Il libro ricorda, per certi versi, autori come Primo Levi quando affrontava la scienza come esperienza morale. Non per i contenuti, ma per l’onestà. C’è però un aspetto che mi ha lasciato perplesso. Alcuni passaggi sembrano voler convincere più che raccontare. Non è necessariamente un difetto, ma rende il libro meno neutrale.

Allo stesso tempo, questa mancanza di neutralità è anche la sua forza. Perché rende tutto autentico. Alla fine, resta una domanda: questo libro è un saggio o un avvertimento. Forse entrambe le cose.

Voto: 8/10

https://www.amazon.it/LEra-Nucleare-Marcello-Lisco/dp/B0FFWMTFQH

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