Al Teatro Duse di Bologna Europeana di Patrik Ourednik, diretto e interpretato da Lino Guanciale, musiche eseguite dal vivo da Marko Hatlak (fisarmonicista)

“la Storia è un fatto tragicomico: ognuno quindi ci trova il suo tornaconto, i pessimisti così come gli spiritosi.”
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Al Teatro DUSE di Bologna EUROPEANA di Patrik Ourednik, diretto e interpretato da Lino Guanciale, musiche eseguite dal vivo da Marko Hatlak, fisarmonica.

 Un viaggio pieno di immagini  di un extraterrestre stranito o di una vecchia scimmia ironica, per raccontarci questo elenco frammentario e disordinato del NOVECENTO, secolo niente affatto "breve", ma paradossale e folle di guerre, stragi, drammi, mode, scoperte scientifiche, pregiudizi, meraviglie, sentimenti, passioni e ingiustizie,

 Dai drammi collettivi dei campi di concentramento a quelli individuali del militare che, nel 1916 nei pressi di Javincourt fu passato per le armi perchè "si rifiutò di indossare i pantaloni insanguinati di un compagno morto !…”
E così, questo sconcertante racconto – grazie ad uno straordinario Lino Guanciale, avvolto dai frammenti musicali del fisarmonicista sloveno Marko Hatlak – diventa tutto quanto si può dire sul secolo in questione, lasciando allo spettatore non solo la possibilità di farsi un’idea fondata di quanto accaduto ma anche di potere prelevare e ritagliare quanto lui stesso possa ritenere necessario per confermare o negare questo o quel convincimento.

Europeana dello scrittore praghese Patrik Ourednik è un libro straordinario ed insolito che raccoglie alla rinfisa tante storie (in scena tante maglie, 20 in totale indossate ad una ad una e poi tolte da Lino Guanciale), scampoli della storia europea del Novecento, accumulati come si accumulano i giornali vecchi. Le più diverse notizie date di seguito, con pari importanza, alla rinfusa: tragedie, progressi, scoperte, omicidi, politica, guerre… tanti ritagli di un’enciclopedia, ma anche come se del ventesimo secolo restassero solo frammenti.
 Con il "simbolo" del secolo (in alto sulla scena):
«Nel 1986 fu creata una bambola Barbie con la divisa a righe dei campi di concentramento con un piccolo copricapo a righe sulla testa».
Poi, alla fine, dice l’autore, “la Storia è un fatto tragicomico: ognuno quindi ci trova il suo tornaconto, i pessimisti così come gli spiritosi.”

di Patrik Ourednik
traduzione Andrea Libero Carbone
diretto e interpretato da Lino Guanciale
musiche eseguite dal vivo da Marko Hatlak (fisarmonicista)
costumi ed elementi di scena Gianluca Sbicca
luci Carlo Pediani
produzione Wrong child production, Mittelfest 2021 in collaborazione con Ljubljana Festival 

 

Ufficio Stampa

Giancarlo Garoia
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