Sovraindebitamento, Alessio D'Oca: «Il vero rischio è intervenire troppo tardi»
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Alessio D'Oca: «La crisi non nasce con il pignoramento. Spesso comincia molto prima, quando si perde la capacità di governare i propri debiti».
Un imprenditore che utilizza gli incassi di oggi per pagare i debiti di ieri. Un professionista che accumula rateizzazioni fiscali mentre il fatturato diminuisce. Una famiglia che ricorre a nuovi finanziamenti per sostenere spese ormai superiori alle proprie possibilità.
Situazioni differenti, accomunate da un elemento: la difficoltà economica raramente si manifesta all'improvviso. Più spesso cresce lentamente, tra scadenze rinviate, debiti che si accumulano e decisioni che diventano ogni mese più difficili.
È proprio in questa fase che si commette uno degli errori più pericolosi: aspettare.
«Molte persone associano la crisi al momento in cui arriva un pignoramento, una cartella esattoriale o un'azione esecutiva. In realtà, quelli sono spesso gli effetti di uno squilibrio che si è formato molto prima», osserva Alessio D'Oca, dottore commercialista e revisore legale, specializzato nella gestione della crisi d'impresa, nel sovraindebitamento e nella tutela patrimoniale.
«Il problema non è soltanto quanto si deve, ma se si è ancora in grado di sostenere quel debito con le risorse disponibili e con quelle ragionevolmente prevedibili».
Quando pagare i debiti non significa risolvere il problema
Uno degli aspetti meno compresi del sovraindebitamento riguarda la differenza tra rispettare una singola scadenza e recuperare un effettivo equilibrio finanziario.
Un imprenditore può continuare a pagare fornitori, banche ed Erario ricorrendo a nuova finanza, dismettendo beni o rinviando altri pagamenti. Apparentemente l'attività prosegue. Nella sostanza, però, la situazione potrebbe peggiorare.
«Se per pagare un debito devo continuamente crearne un altro, devo chiedermi se sto davvero risolvendo il problema oppure se lo sto semplicemente spostando nel tempo», sottolinea D'Oca.
La valutazione richiede un esame complessivo della situazione economica e patrimoniale, dei flussi finanziari futuri, delle esposizioni verso i creditori e della concreta capacità di rispettare gli impegni assunti.
Non basta quindi conoscere l'ammontare dei debiti. Occorre comprendere se esistano le condizioni per ristabilire un equilibrio sostenibile.
Gli strumenti previsti dal Codice della crisi
Il legislatore ha previsto procedure specifiche per affrontare le situazioni di sovraindebitamento.
Il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, disciplinato dal decreto legislativo 14/2019 e successive modificazioni, contempla diversi percorsi, la cui applicabilità dipende dalla natura del debitore e dai presupposti previsti dalla legge.
Per il consumatore è prevista la ristrutturazione dei debiti, attraverso un piano sottoposto al controllo del tribunale, senza una votazione dei creditori.
Per i soggetti ammessi dalla normativa, tra cui determinati professionisti e imprenditori, può essere valutato il concordato minore, che prevede una proposta ai creditori e specifiche condizioni di ammissibilità.
Esiste inoltre la liquidazione controllata, che consente di affrontare l'insolvenza attraverso una procedura giudiziale di liquidazione del patrimonio.
A queste procedure si collegano, nei casi e alle condizioni stabiliti dalla legge, gli strumenti di esdebitazione, che possono permettere al debitore di ottenere la liberazione dai debiti residui.

«È importante chiarire un punto: il sovraindebitamento non è una scorciatoia per non pagare i creditori. È un insieme di strumenti giuridici che consentono di affrontare situazioni di difficoltà attraverso procedure regolate, controllate e fondate sulla concreta condizione del debitore», precisa D'Oca.
La scelta dello strumento richiede quindi un'attenta analisi preliminare. Non tutte le procedure sono accessibili a tutti i debitori e non tutte le situazioni possono essere risolte attraverso le medesime soluzioni.
Il valore del tempo: intervenire prima può cambiare le prospettive
L'elemento decisivo, secondo D'Oca, è la tempestività.
Quando la crisi viene affrontata nelle sue fasi iniziali, possono esistere maggiori possibilità di riorganizzare le scadenze, negoziare con i creditori e valutare percorsi sostenibili.
Quando invece si interviene dopo anni di squilibri, con il patrimonio compromesso e numerose azioni esecutive in corso, le alternative possono risultare più limitate.
«La domanda che dovremmo porci non è soltanto come uscire da una situazione debitoria ormai insostenibile, ma come riconoscere per tempo i segnali che ci stanno conducendo verso quella situazione».
È un cambiamento culturale che riguarda anche il ruolo dei professionisti.
Il commercialista non dovrebbe essere coinvolto esclusivamente quando occorre gestire un'emergenza, ma anche quando è ancora possibile individuare le cause dello squilibrio e prevenire l'aggravamento della crisi.
Dalla gestione dell'emergenza alla cultura della prevenzione
Il sovraindebitamento non è esclusivamente una questione di numeri. Può compromettere la serenità familiare, condizionare le scelte professionali e ridurre progressivamente la capacità di programmare il futuro.
Per questo, accanto alla conoscenza delle procedure, diventa fondamentale diffondere una maggiore consapevolezza finanziaria.
«Non dobbiamo trasmettere l'idea che ogni debito possa essere cancellato. Dobbiamo invece far comprendere che anche una situazione complessa merita di essere analizzata, perché ignorare il problema significa spesso rinunciare alle possibilità di affrontarlo».
La differenza, in molti casi, può essere determinata dal momento in cui si decide di intervenire.
«Una crisi non deve necessariamente rappresentare la fine di un percorso imprenditoriale o personale. Ma per poter ripartire occorre prima di tutto avere il coraggio di guardare i numeri, comprendere la realtà e assumere decisioni consapevoli».
Chi è Alessio D'Oca
Alessio D'Oca è dottore commercialista e revisore legale, con attività professionale a Palermo e Milano. È specializzato nella gestione della crisi d'impresa e del sovraindebitamento, nelle procedure di ristrutturazione dei debiti, nella tutela patrimoniale e nel passaggio generazionale.
È autore del libro Tutela patrimoniale e passaggio generazionale e si occupa di consulenza strategica a imprenditori e imprese, con particolare attenzione alla prevenzione delle crisi e alla continuità aziendale.
Approfondimenti: https://alessiodoca.it
Riferimenti normativi: D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14, Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, in particolare articoli 65 e seguenti, 67 e seguenti, 74 e seguenti, 268 e seguenti e 278 e seguenti.
D'OCA ALESSIO
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