Una nuova fase nella questione del Sahara marocchino.
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La dichiarazione rilasciata dal Palazzo Reale a Rabat il venerdì 30 ottobre 2026 non si è limitata a commentare ufficialmente l’esito della riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sul Sahara marocchino. Ha delineato, piuttosto, una chiara visione politico-diplomatica del Marocco per una nuova fase nell’affrontare questa prioritaria questione nazionale al Marocco.
Un’attenta lettura della dichiarazione rivela una posizione che va oltre la semplice celebrazione del mancato rinnovo del mandato della MINURSO. Il testo solleva interrogativi più profondi sul futuro della presenza delle Nazioni Unite, sui limiti dell’autorità del Consiglio di Sicurezza e sul destino di un processo politico che si protrae da decenni senza approdare a una soluzione definitiva.
È stato confermato che, nella riunione del 30 ottobre 2026, il Consiglio di Sicurezza non ha adottato né la bozza di risoluzione statunitense né quella russa. La Russia ha posto il veto alla proposta americana, mentre gli Stati Uniti si sono opposti a quella russa. Di conseguenza, il mandato della MINURSO è rimasto senza rinnovo alla vigilia della scadenza, fissata al 31 ottobre.
Uno degli aspetti più sorprendenti della dichiarazione è che non si è limitata a prendere atto del mancato rinnovo del mandato della MINURSO, ma ne ha proposto una lettura marocchina, presentandolo come un passo verso la chiusura definitiva della questione del Sahara in seno alle istituzioni delle Nazioni Unite.
Tuttavia, il mancato rinnovo del mandato della missione non comporta automaticamente la rimozione della questione del Sahara dall’agenda del Consiglio di Sicurezza, né pone fine a tutte le responsabilità delle Nazioni Unite al riguardo. L’attuazione di questa visione richiederà pertanto ulteriori passaggi istituzionali, prese di posizione e decisioni.

La scadenza del mandato il 31 ottobre non implica necessariamente il ritiro di tutto il personale e delle attrezzature della missione già il giorno successivo: tale processo richiede accordi internazionali e disposizioni in materia di sicurezza e logistica.
La prossima fase metterà quindi alla prova la capacità delle Nazioni Unite e delle parti coinvolte di gestire la transizione senza compromettere la sicurezza.
Va ricordato che la Risoluzione 2797 del 2025 ha attribuito all’iniziativa marocchina di autonomia un ruolo centrale nei negoziati finalizzati a una soluzione politica reciprocamente accettabile.
Forum Veneto Marocco
Ufficio Stampa
Simone Milano
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