“Caracas - Cuneo One Way” di Claudio Di Giammarco - L’esilio come rinascita | RECENSIONE

La storia di chi lascia tutto per ritrovarsi davvero.
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Ci sono autobiografie che colpiscono per la loro onestà emotiva. “Caracas – Cuneo One Way”, scritto da Claudio Di Giammarco, racconta l’esilio non solo come fuga da un Paese difficile, ma come attraversamento di sé: un viaggio pieno di domande, di errori, di amori e di tentativi di salvezza. Il Venezuela che descrive è luminoso e crudele allo stesso tempo, dove la musica, le amicizie e le passioni sono mescolate all’instabilità e alla paura. Il distacco non è mai un gesto semplice, e Di Giammarco riesce a restituirne tutta la complessità: l’addio a ciò che si è stati, il disorientamento dei primi passi in Italia, l’incontro con una solitudine diversa, quasi fertile. Il suo sguardo non è amaro, è umano. Le pagine dedicate all’Abruzzo e al Piemonte mostrano quanto un luogo possa diventare rifugio, ma solo dopo aver attraversato il proprio caos interiore. La casa, come l’autore suggerisce, non è una geografia: è un equilibrio conquistato. Il tono è sincero, intenso, a tratti poetico. Un libro che emoziona perché non è costruito per commuovere, ma per condividere.

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Giulio Berghella
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