Sport
Campobasso, la città dei Misteri accende il suo cuore al passaggio della fiaccola olimpica
In una piccola regione italiana spesso esclusa dai grandi circuiti turistici, capita di sentire dire che “non succede mai niente”. Eppure ci sono giorni in cui il capoluogo molisano vive momenti di grande fermento, così è stato a Campobasso, il 1° gennaio 2026, intorno alle ore 19, la fiaccola olimpica ha illuminato le strade della città, accolta dall’entusiasmo e dal calore dell’intera comunità.
Sin dal pomeriggio l’aria era carica di attesa. Famiglie, giovani, anziani e visitatori provenienti anche da molti comuni molisani e non, hanno riempito le vie cittadine, trasformando l’evento in una grande festa collettiva. Non solo sport, ma emozione condivisa: un simbolo di pace e unione che ha attraversato il cuore di un territorio fiero delle proprie radici.
Di fronte al Municipio, ad arricchire la magia del momento, è stato allestito uno dei celebri “Ingegni dei Misteri”, capolavori ideati da Paolo Saverio Di Zinno nel tardo Settecento. Queste straordinarie strutture, che tradizionalmente sfilano il giorno del Corpus Domini, rappresentano figure sacre sospese tra cielo e terra. Per l’occasione è stata esposta la suggestiva rappresentazione dedicata a Sant’Antonio Abate, richiamando ancora una volta i cittadini attorno a una delle tradizioni più identitarie e amate.
Un momento particolarmente toccante è stato quello della consegna della fiaccola nei pressi della Caserma Testa, il passaggio al successivo portatore. Un gesto semplice, ma denso di significato: continuità, fiducia, futuro.
Campobasso si è mostrata così per ciò che è davvero:
una città viva, custode dalla memoria, ma capace di accogliere il mondo.
Per chi ancora non conosce il Molise, questo evento è stato un invito silenzioso ma potente:
venite a scoprirlo. Venite a perdervi tra storia, tradizione, natura e umanità.
Perché Campobasso, la città dei Misteri, va vissuta e conosciuta.