"Lo chiamavano Brancaleone", CTU Cesare Questa, Urbino. Prima nazionale a Gradara (PU). Regia e drammaturgia di Carlo Boso Soggetto di Aureliano Delisi

Con Rebecca Bianchi, Alessandro Blasioli, Erika Giacalone, Michele Pagliaroni Musico Thomas Bertuccioli Festival Piazze 2025, il teatro sotto casa tua!
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 Presentato come uno "spaghetti western in salsa medievale", lo spettacolo "Lo chiamavano Brancaleone", in anteprima a Mercatale domenica 17 Agosto 2025 e in prima nazionale a Gradara, Lunedì 18, si chiude con la frase  "la vita è un sogno e i sogni sogni sono" , una citazione tratta dal dramma teatrale "La vita è sogno" di Pedro Calderón de la Barca, un'opera del XVII secolo: una visione della vita come un'illusione effimera e ingannevole, simile a un sogno che svanisce al risveglio, salvo riaffacciarsi subito dopo. Perchè la natura  dell'esistenza umana è transitoria e fragile, come quella dei sogni. 

 In scena, quattro splendidi attori (Rebecca Bianchi, Alessandro Blasioli, Erika Giacalone, Michele Pagliaroni, accompagnati dal pluristrumentista Thomas Bertuccioli) si scambiano ruoli senza tregua, cantano, danzano, combattono e invitano al grido "Branca, Branca, Branca, Leon , Leon , Leo.

 Come ne  I Menecmi, il gioco del doppio, la commedia di Plauto, archetipo di tutte le farse dove i protagonisti danno vita a una serie di equivoci e scambi di ruoli, perchè, appunto, tutto cambia.

 Cambiano gli scenari della guerra tra le opposte fazioni dei Malatesta e Montefeltro, quando Malanimo (Alessandro Blasioli) e Cappio (Michele Pagliaroni), decidono di arruolarsi nelle squadracce dell’esercito dei Montefeltro guidate dal famoso condottiero Brancaleone da Norcia, con Rebecca Bianchi (la Contessina del Montefeltro) e Erika Giacalone (mugnaia, nutrice, piratessa), così che "lo spettacolo è un gioioso affresco teatrale degli usi e costumi del Medioevo italiano. Lo scenario e i dialoghi rievocano gli scenari della Commedia dell’Arte e s’ispirano alle opere cinematografiche che hanno reso famoso il personaggio di Brancaleone nel mondo. Canti, balli, combattimenti scenici, pantomime e lazzi a non finire caratterizzano questa nuova creazione teatrale condotta “a tambur battente” da quattro formidabili interpreti e un musico polivalente".

 Lo spettacolo è parte del Festival Piazze," Il teatro sotto casa tua!" , sesta edizione, che coinvolge, da Luglio a Settembre 2025, una quindicina di comuni della Provincia di Pesaro - Urbino e che, come ha commentato, a fine spettacolo, il regista e drammaturgo Carlo Boso, nasce con l'obiettivo di stabilire una forte empatia con il pubblico, chiamato a partecipare attivamente, a suggerire idee e stimoli..

 Un teatro nei borghi, luoghi in se stessi teatrali: questo è l'impegno primo del CTU Cesare Questa di Urbino, ed il teatro come spazio di democrazia diffusa e oggi quanto mai necessario, come già15 anni fa proponeva qui il teatro popolare di Giancarlo Cioppi, al cui ricordo è dedicata la serata e l'incasso a Immagini onlus. .

Con Rebecca Bianchi, Alessandro Blasioli, Erika Giacalone, Michele Pagliaroni
Musico Thomas Bertuccioli
Regia e drammaturgia di Carlo Boso
Soggetto di Aureliano Delisi
Costumi Sonja Signoretti
Scenografie Stefano Perocco di Meduna
Oggetti di scena Erika Giacalone, Riccardo Marchionni
Produzione originale Festival Piazze 2025 – CTU Cesare Questa (Urbino)

Ufficio Stampa

Giancarlo Garoia
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