Bardi e Latronico si dimettano, Antonello De Pierro apre un fronte a oltranza contro la tassa sulla salute in Basilicata

La quota di 2,50 euro a ricetta non fa un passo indietro e il presidente del movimento Italia dei Diritti-De Pierro alza la voce: "I corpi collettivi non possono pagare i buchi della politica. Ho visto anziani rinunciare al cibo e scaffali guardati con disperazione. Se l'unica soluzione è mettere le mani nelle tasche dei cittadini, la giunta lasci la guida della Regione"
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La mancata retromarcia della Regione Basilicata sulla famigerata quota di compartecipazione di 2,50 euro a ricetta non ha fatto altro che cementare l'opposizione intransigente e a oltranza dell'Italia dei Diritti-De Pierro. A dispetto delle difese d'ufficio e dei tentativi di minimizzare l'impatto del provvedimento, il fronte aperto dal presidente nazionale Antonello De Pierro si fa giorno dopo giorno più duro, trasformandosi in una spina nel fianco permanente per una giunta regionale, guidata da Vito Bardi e fortemente sponsorizzata dall'assessore alla Salute Cosimo Latronico, colpevole di aver scelto di sanare i disavanzi della sanità mettendo sfacciatamente le mani nelle tasche dei cittadini.

I corpi collettivi non possono pagare gli errori della politica, la linea dura di De Pierro

Per l'Italia dei Diritti-De Pierro il principio è inderogabile e vale a prescindere dal colore politico di chi siede nelle stanze dei bottoni: i corpi collettivi e i cittadini non possono e non devono pagare per gli errori, le inefficienze e i disastri commessi dalla classe politica.

L'equazione è semplice quanto spietata: dove c'è un bambino che piange e un anziano che soffre, l'Italia dei Diritti-De Pierro ci sarà sempre, senza se e senza ma. E in questo caso, purtroppo, i bambini che piangeranno e gli anziani che soffriranno saranno moltissimi. De Pierro risponde con forza a chi tenta di indorare la pillola sbandierando la favoletta delle esenzioni per le fasce protette: una giustificazione ipocrita che ignora completamente la drammatica realtà vissuta quotidianamente da migliaia di famiglie monoreddito, non coperte da alcuna esenzione ma ridotte allo stremo dal carovita.

Le immagini strazianti nei supermercati, quando la tassa si traduce in fame

Durante il suo prolungato tour di dieci giorni in terra lucana, Antonello De Pierro ha toccato con mano una disperazione silenziosa che va ben oltre la protesta politica. Il presidente ha raccontato di essere entrato in diversi supermercati, assistendo a scene strazianti che fotografano il fallimento di un intero paese, non solo della Basilicata: persone che prendono un prodotto dallo scaffale, ne guardano il prezzo con aria smarrita e sconsolata, e infine lo rimettono a posto invece di metterlo nel carrello.

Quella gente non rientra necessariamente nelle liste delle esenzioni, ma appartiene a nuclei familiari che faticano a tirare a fine mese. Con l'introduzione di questa gabella sanitaria sui farmaci, il loro potere d'acquisto subirà un ulteriore colpo mortale, costringendole a tagliare ancora di più sui generi di prima necessità. Il risultato? I bambini piangeranno e gli anziani soffriranno, persino per la fame. Un quadro giudicato semplicemente vergognoso.

Il popolo lucano tra disorientamento, rassegnazione e la delusione bipartisan

Il tour di dieci giorni ha permesso a De Pierro di raccogliere un profondo e diffuso malumore in una popolazione che, ironia della sorte, ha contribuito a eleggere l'attuale maggioranza. Un elettorato profondamente confuso, disorientato e disperato, che da troppo tempo non vede soddisfatte le proprie istanze reali. Privi di veri punti di riferimento, molti cittadini finiscono per affidare il proprio consenso nella speranza di un'inversione di rotta, salvo poi ritrovarsi regolarmente a subire tasse ingiuste e penalizzanti.

La critica mossa da De Pierro investe tuttavia a tutto tondo anche l'opposizione politica, di cui moltissimi lucani si dicono ugualmente delusi. Di fronte a un provvedimento così palesemente iniquo, le forze di minoranza non hanno saputo opporre una vera resistenza, limitandosi a compitini di facciata che raggiungono a malapena la sufficienza. D'altronde, l'imbarazzo è palese: argomentare una critica radicale all'attuale maggioranza risulta difficile quando, tornando indietro con la memoria di pochi anni, la precedente gestione della sanità regionale non ha certo brillato per efficacia. E persino i sindacati, storicamente baluardo dei lavoratori, sembrano essersi piegati ad accettare il provvedimento quasi passivamente.

L'impegno sul territorio e la gratitudine dei cittadini

Nonostante il quadro desolante, in tanti hanno voluto ringraziare Antonello De Pierro per la sua straordinaria vicinanza a una regione cronicamente trascurata dalla politica locale. Un abbandono che non riguarda solo la sanità, ma che si riflette in modo lampante sullo stato disastrato delle infrastrutture, a partire dalle strade provinciali,specie nella provincia di Matera, più volte denunciate con forza dal movimento.

Parole di profonda gratitudine sono state rivolte anche al commissario straordinario dell'Italia dei Diritti-De Pierro per la Basilicata, Corrado Fella, al sub commissario Andrea Vricella e al segretario provinciale di Potenza Andrea Fidente, autentici punti di riferimento di una squadra che presidia quotidianamente il territorio.

Di fronte alle lamentele diffuse, sorge spontanea una domanda che brucia: chi oggi si lamenta, al momento del voto ridarà la fiducia a chi sta letteralmente mettendo le mani nelle loro tasche per prendersi quei 2,50 euro a ricetta?

Le reazioni della gente e il legame viscerale di De Pierro con la sua terra

Il fermento politico generato dalla discesa in campo del movimento sta già producendo effetti concreti. Durante il tour, moltissimi cittadini, inclusi elettori che in passato si erano divisi tra i vari schieramenti contrapposti, hanno fatto una promessa esplicita a De Pierro: se l'Italia dei Diritti-De Pierro presenterà una sua lista in Basilicata, il loro voto sarà blindato. Altri, fieri di aver scelto l'astensione negli anni passati, si dicono oggi prontissimi a sostenere una eventuale lista del movimento.

Per farlo, tuttavia, serve coraggio e impegno civico. Serve la spinta di tutti i lucani per mandare finalmente a casa chi ha amministrato finora e consegnare la gestione della cosa pubblica a chi ha le competenze per farlo per davvero. È il momento di cancellare quella pagina di atavica rassegnazione che a molti fa tornare alla mente le pagine immortali di Cristo si è fermato a Eboli, il capolavoro di Carlo Levi.

Un destino, quello della Basilicata, che tocca profondamente le corde emotive di Antonello De Pierro, legato alla regione da un viscerale vincolo familiare: padre potentino e madre materana. Vedere il popolo lucano ridotto in queste condizioni di sofferenza suscita in lui un dolore immenso, tramutato in una ferma e irremovibile battaglia di giustizia sociale.

L'affondo finale, Bardi e Latronico si dimettano

Ecco perché la richiesta del movimento tuona forte e chiara, senza lasciare spazio a compromessi. Se l'unica e disperata soluzione che la classe dirigente regionale è riuscita a partorire per tappare un buco di bilancio nella sanità è stata quella di tassare i cittadini più fragili con un obolo sulle ricette, aggravando la posizione di persone già stritolate dal carovita, allora Vito Bardi e Cosimo Latronico abbiano il coraggio politico e morale di trarre le conseguenze e di dimettersi immediatamente.

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