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Detenuti e giovani studenti a confronto dal 25 novembre in "Ognuno ha la sua legge uguale per tutti"

“Ognuno ha la sua legge uguale per tutti” è l’evento che sarà portato in scena dal regista Claudio Montagna e dalla Compagnia Teatro e Società, il 25, 26, 27, 28 novembre 2014 presso il teatro della Casa Circondariale di Torino, con l’obiettivo di affrontare i pregiudizi e gli stereotipi che riguardano la giustizia. Quattro le serate nate da una riflessione sui confini tra lecito e non lecito, sulle molte sfaccettature dei reati, sul ruolo del carcere.
Torino, (informazione.news - comunicati stampa - società) Punto di partenza alcuni interrogativi: giudichiamo e condanniamo, talvolta in modo severo, oppure assolviamo ma la legge alla quale facciamo riferimento è la Legge dello Stato? Oppure i nostri codici si basano su sentimenti, abitudini, necessità individuali, dove il “diritto” è un po’ “storto” per tutti tranne che per noi? E chi trasgredisce è davvero così “altro” da noi?

Le serate, cui parteciperà un pubblico di oltre 500 persone, alterneranno momenti teatrali, in cui un gruppo di detenuti del Padiglione A e un gruppo di studenti universitari della Facoltà di Giurisprudenza e degli Istituti di scuola Media Superiore di Torino porteranno al centro della scena le ragioni di chi condanna, quelle di chi assolve mettendole a confronto con le leggi dello Stato e con il punto di vista del pubblico.

Mentre un gruppo improvviserà brevi storie di illeciti, l’altro gruppo, senza averle conosciute prima e diviso in due fazioni contrapposte, dovrà condannare o assolvere. Saranno proposti casi reali, tratti dalla vita quotidiana inerenti le cosiddette furberie o le situazioni che offrono giustificazioni “umane” ma anche occasioni di trasgressione dalle norme che, secondo la legge, prevedono la detenzione.

A un esperto di diritto il compito di chiarire di volta in volta ciò che la Legge dispone, fornendo uno strumento in più per comprendere la forza della norma giuridica e il suo- a volte complesso- rapporto con i valori e il sentire comune.

Il tema è stato sviluppato attraverso incontri mirati con gli studenti, svolti presso l’Università degli Studi, e alla luce degli inattesi risultati di un questionario elaborato nell’ambito di una ricerca condotta dalla Cattedra di Sociologia Giuridica con il coinvolgimento di giovani e detenuti.

«E’ diffusa – spiega Claudio Montagna – una propensione proprio da parte dei più giovani a giudicare pesantemente i comportamenti devianti. Ma chi giudica poi sa accettare fino in fondo le regole? Su questo interrogativo e per approfondire il significato di alcune risposte al questionario, abbiamo costruito il confronto. L’obiettivo è quello di far emergere e cogliere dal vivo, com’è nostra consuetudine, abiti mentali e atteggiamenti che spesso destano stupore non per fornire risposte ma per stimolare piuttosto una conoscenza critica e la maturazione del senso civico».

L’evento nasce nell’ambito del progetto Varianti dell’Esilio realizzato da Teatro Società grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo e con la partecipazione dell’Assessorato alla Cultura della Città di Torino. E’ condiviso operativamente dalla Direzione, dagli educatori e dagli agenti della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno e dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino nell’ambito della Cattedra di Sociologia Giuridica. E’ seguito dall’Ordine degli avvocati; dal Comune di Torino nella figura della Garante dei diritti delle persone private della libertà; dall’Assessorato alle politiche sociali della Provincia di Torino.

Il progetto prosegue la riflessione avviata da tempo presso la Casa Circondariale di Torino da Claudio Montagna e dalla compagnia teatrale Teatro e Società. Lo scorso anno l’evento teatrale “Cicatrici e Guarigioni” - ottobre 2013 – mettendo a confronto vittime e autori del reato, aveva affrontato con ampio riscontro di pubblico e di critica il tema della giustizia riparativa.
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