“Dedalista”: il primo album completo di Gaspid racconta otto storie italiane
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Otto brani di pop-rock d’autore, metà già noti nella versione chitarra e voce, metà inediti, tutti riarrangiati con chitarra acustica, batteria, basso e assoli di chitarra elettrica. Il titolo dell’album richiama il mito di Dedalo, l’ingegnere capace di costruire ali senza lasciarsene distruggere, e quella metafora attraversa tutto il disco. Nei brani più riflessivi, come la title track, il tema della libertà costruita passo dopo passo è trattato con una densità testuale non comune. Nelle tracce d’amore, invece, Gaspid abbassa la guardia senza però cedere alla banalità.
“Ti accorgerai, che a giocare con le lacrime non si scherza sai”: una frase che dice molto sulla qualità di scrittura che attraversa l’album. In termini di influenze, c’è qualcosa di Niccolò Fabi nella costruzione melodica, quel modo di tenere insieme complessità e immediatezza senza che nessuna delle due prevalga sull’altra.

È un accostamento fatto con rispetto delle distanze, ma rende l’idea del territorio in cui si muove questo disco. Sul piano dei contenuti, i momenti di maggiore forza sono “Verso l’invisibile” e la title track. I brani più leggeri, “Sognando ancora” e “Sorriso”, funzionano come contrappunto e svolgono bene il loro compito nel quadro complessivo. Un lavoro solido, scritto da qualcuno che sa esattamente cosa ha da dire.
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Ufficio Stampa
Cristiano Romanelli
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