La Ex Lavanderia è un testimone scomodo del Santa Maria della Pietà

“Lo abbiamo detto per anni. Per anni ci hanno provato a rassicurare rispondendo bugie. Ma avevamo ragione: il Santa Maria della Pietà per Regione Lazio e ASL RM1 è stato, è e resterà un OSPEDALE!!! E le presenze nella Ex Lavanderia, ha dichiarato Chiara Cavallaro, della Associazione Ex Lavanderia, alla conferenza convocata il 31 ottobre - sono testimoni scomodi. Da sgomberare. Ormai lo sanno anche i vigilantes all’ingresso del Santa Maria della Pietà.
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Lo ha chiesto il Municipio alla ASL RM1, che vuole quel padiglione per destinarlo ad attività sociali e culturali (!?), lo ha chiesto la ASL al Tribunale. Notificate lo sgombero. Se ne devono andare. Il motivo per questa accelerazione c’è”.

 

Nella recente riunione della consulta speciale costituita da Comune, con Regione, Asl RM1 e Città Metropolitana Maurizio Veloccia, rappresentante della Regione Lazio, ha sostenuto che, in assenza di uno Schema di Assetto Preliminare che dovrebbe precedere il Piano Urbano e la partecipazione dei cittadini/e, non si poteva aspettare oltre per dare un uso ai padiglioni a cui manca ancora una destinazione.  La Regione ha quindi recentemente assegnato il Pad. 20 all’Antea che lo aveva richiesto nel 2018.  Si appresta a giorni a dare destinazione ai padiglioni 17, 19, 21 e 10. A verificare eventuale destinazione alternativa del Pad. 28.

“In barba alle normative urbanistiche, coloro che si ritengono padroni, più che proprietari, del Santa Maria della Pietà agiscono, come se fosse casa loro. E’ stato così dal 2000. Quando avranno finito - ha raccontato Massimiliano Taggi del Comitato Si può Fare - non resterà nulla di cui discutere, se non l’espulsione del Municipio dal Santa Maria della Pietà, il definitivo abbandono del progetto di Ostello, la destinazione del Parco alla mobilità tra i vari servizi e un nosocomio fatto di interventi improvvisati, senza alcun vantaggio per il comparto dei servizi alla salute mentale, a cui invece la valorizzazione del complesso avrebbe dovuto portare risorse che non ci sono”.

 

A quel punto quali padiglioni potranno, in questo mosaico di servizi sanitari, essere destinati a spazi e iniziative sociali e culturali? A spazi municipali? Quale Parco Pubblico, quale accoglienza di giovani e turisti, quali cooperative artigiane ci possono essere in un Ospedale?

 

 

 

Il Pad. 31 e coloro che lo usano sono testimoni scomodi da eliminare. Perché oltre che testimoni attenti di un comportamento istituzionale incomprensibile e schizofrenico rispetto alle dichiarazioni pubbliche, sono anche realtà concreta della possibilità di fare altro, di dare spazio a quello che la cittadinanza, inascoltata, chiede da più di venti anni. Lo hanno testimoniato gli interventi di Giada Parlanti, attrice di teatro, la presenza dei partecipanti ai laboratori di danze popolari internazionali e al Labortango, di chi ha potuto utilizzare il Padiglione per festeggiare i propri figli o altre ricorrenze.

 

Lo ha testimoniato la rete costruitasi tra Nonna Roma, la Ex Lavanderia, la CGIL di Zona Nord, il Circolo locale di Rifondazione Comunista che dal mese di maggio si adoperano insieme per attività di solidarietà che aggiunge al pacco di spesa donato anche l’ascolto dei problemi sempre più gravi dovuti a questa pandemia e la ricerca delle soluzioni. Per loro, intervenute/i alla conferenza, il Pad. 31 non è solo un magazzino, è lo spazio dove agire e coordinare gli sforzi comuni, anche alla ricerca di soluzioni territoriali che non si riconducano ad una carità istituzionale lenta nell’azione e non risolutiva, soprattutto dei casi di maggior esclusione sociale.

 

Il Pad. 31 è questo, sostiene l’Associazione Ex Lavanderia: uno spazio comune, un bene comune, riconosciuto negli anni, che accoglie chi vuole proporre qualcosa, sia un servizio, uno spettacolo, un appuntamento sociale o culturale. Una piazza di incontro, in quell’unica grande piazza che in fondo è stato, dalla fine degli anni ’70, il Parco del Santa Maria della Pietà. Anch’esso non riconosciuto e non salvaguardato dagli interventi e dal progetto della ASL RM1.

 


PER QUESTO I PARTECIPANTI OSTINATAMENTE HANNO RIBADITO LA DIFESA DEL SANTA MARIA DELLA PIETA', DI SPAZI AD USO CULTURALE E SOCIALE IN UN MUNICIPIO CHE NON NE HA.

E PER QUESTO RIBADISCONO CHE SIA IMPORTANTE CONTINUARE A DIFENDERE LA EX LAVANDERIA, IL PARCO, L’APERTURA DELL’OSTELLO E LA PRESENZA DI QUEL MUNICIPIO CHE SEMBRA NON COMPRENDERE QUANTO GLI STA ACCADENDO INTORNO.



Ufficio Stampa

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