Italia dei Diritti-De Pierro, e se questi referendum nascondessero un inganno?

Il movimento politico presieduto dal giornalista romano Antonello De Pierro esprime, attraverso il responsabile per la Politica Interna Carlo Spinelli, perplessità sulla reale volontà di far passare questi referendum anche da parte dei sostenitori per il si
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Roma 06 giugno 2025: A due giorni dal Referendum che mette i cittadini italiani di fronte a cinque quesiti, quattro sul lavoro e uno sull'immigrazione, continuano le scaramucce fra gli opposti schieramenti, quelli per il si, coloro che sono per il no e gli astensionisti. Una voce fuori dal coro arriva dal movimento politico Italia dei Diritti-De Pierro che attraverso il responsabile nazionale per la Politica Interna Carlo Spinelli mette in dubbio le reali intenzioni dei promotori dei referendum stessi:" Facendo delle riflessioni insieme al presidente del movimento Antonello De Pierro, si è insinuato in noi un dubbio e cioè, ma questi referendum sono veramente voluti da chi li ha proposti?

Sicuramente a nostro avviso c'è stato un errore di fondo cioè quello di presentare nello stesso momento sia i quesiti sul lavoro che quello sulla cittadinanza per gli immigrati. La nostra posizione è quella di andare a votare secondo coscienza, infatti abbiamo lasciato liberi i nostri sostenitori di esprimersi secondo le proprie convinzioni personali, il dubbio però che anche questa volta non si raggiunga il quorum che permetta di validare il risultato dei referendum, e cioè quel 50% più uno degli aventi diritto diventa quasi convinzione. I quesiti che riguardano il lavoro, al di là di come uno la pensi, sono comunque importanti e avrebbero potuto interessare molti cittadini soprattutto i lavoratori precari, e se presentati senza l'accorpamento del referendum sulla residenza per gli immigrati, forse avrebbero avuto maggiore eco e un interesse mediatico più importante.

Giocando sul fatto che tra i cinque quesiti referendari risulta anche quello sulla residenza per gli immigrati - prosegue Spinelli - l'interesse sciama e i cittadini italiani vengono investiti dalla voglia di disertare le urne e dedicare il loro tempo a cose che ritengono più interessanti; in fondo a chi interessa se la cittadinanza agli immigrati regolari viene data dopo 5 o 10 anni. E se questo accorpamento è stato voluto? Partiamo da un presupposto e cioè che l'imprenditoria è o potrebbe essere una fonte non indifferente di entrate per i partiti politici sotto forma di tesseramenti e/o sottoscrizioni e di voti, niente di illegale per carità, ma andando a toccare gli interessi delle aziende, soprattutto le piccole e medie imprese, i rubinetti potrebbero chiudersi.

Allora il dubbio che ci assale si insinua forte nelle nostre menti, cioè far bocciare un referendum che dovrebbe sostenere i diritti di alcuni lavoratori e che dovrebbe garantire maggior sicurezza sui posti di lavoro direttamente ai cittadini italiani grazie all'astensione e quindi al mancato raggiungimento del quorum necessario per far si che i referendum stessi vengano validati. E per evitare che questi quattro quesiti referendari suscitassero un interesse maggiore proprio perché vanno a toccare con mano i diritti dei lavoratori, magari hanno pensato bene di aggiungerne un altro del tutto estraneo alle problematiche sul lavoro per far calare negli italiani questo interesse. E' vero si potrebbe anche decidere di non ritirare la scheda per il quinto quesito e votare solamente per i quattro dedicati al mondo del lavoro, ma il possibile inganno potrebbe risiedere anche nel fatto che, i promotori e i sostenitori del si chiedono di votare si per tutti e cinque i referendum senza distinguo e questo potrebbe spiazzare l'elettorato. Queste naturalmente sono soltanto supposizioni che nascono da riflessioni politiche fatte all'interno del gruppo dirigente del nostro movimento - conclude Spinelli - ma provate a riflettere anche voi e magari forse arriverete alle stesse nostre conclusioni".

Ufficio stampa Italia dei Diritti-De Pierro per la Politica Interna
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