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Agricoltura, Confeuro: “Settore è 1,2% Pil Ue? Von der Leyen sta sbagliando tutto”

A dichiararlo è Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro, Confederazione Agricoltori Europei, commentando i più recenti dati sulla produzione agricola europea
Roma, (informazione.news - comunicati stampa - agricoltura)

“Nel 2024 il valore della produzione agricola media in Europa è diminuito, ma il volume complessivo sarebbe comunque aumentato dell’1%.

Indipendentemente da questo dato, due aspetti meritano particolare attenzione: il primo è che l’agricoltura contribuisce al PIL dell’Unione Europea per appena l’1,2%, praticamente come quindici anni fa. Ciò significa che, nonostante i cambiamenti intervenuti e gli sforzi dichiarati, non si è registrata una crescita effettiva del settore primario continentale”.

A dichiararlo è Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro, Confederazione Agricoltori Europei, commentando i più recenti dati sulla produzione agricola europea.

“Siamo di fronte a un evidente immobilismo delle politiche comunitarie - prosegue Tiso -. La Commissione europea guidata da Ursula Von der Leyen sta mancando l’obiettivo di sostenere e rilanciare un comparto strategico per la sicurezza alimentare e la sostenibilità ambientale.

Servono scelte coraggiose e lungimiranti, non misure tampone o interventi parziali. È necessario - aggiunge il presidente Confeuro - avviare politiche più virtuose per lo sviluppo economico e produttivo dell’agricoltura, a partire da un fondo unico per la PAC e dalla costituzione di un terzo pilastro assicurativo, capace di garantire un reddito certo ai piccoli e medi agricoltori.

Solo così si potrà invertire la tendenza e tutelare realmente chi lavora la terra, contrastando le perdite economiche che potrebbero derivare dalle guerre tariffarie e dagli effetti sempre più devastanti del cambiamento climatico.

“L’Europa non può permettersi di abbandonare il suo settore primario - conclude Tiso -. L’agricoltura deve tornare al centro dell’agenda politica europea, con investimenti adeguati, strategie di lungo periodo e un approccio che metta al primo posto le persone e i territori”.

Ufficio Stampa
Marco Montini
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Roma
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