Comunicati Stampa
Politica e Istituzioni

L’Arma dei Carabinieri, forza di sicurezza e simbolo d’integrazione: la storia di Badar, carabiniere italiano di origine marocchina

L’Arma dei Carabinieri, da oltre due secoli, rappresenta un pilastro insostituibile della sicurezza e della legalità in Italia. In un’epoca segnata da profondi cambiamenti sociali, l’Arma continua ad evolversi, interpretando con coraggio e lungimiranza i valori della convivenza civile e dell’integrazione. Simbolo concreto di questa apertura è la figura di Badar Eddine Mennani, giovane carabiniere di origine marocchina, il cui percorso rappresenta un esempio di dedizione, identità italiana
Milano, (informazione.news - comunicati stampa - politica e istituzioni)

L’Arma dei Carabinieri, da oltre due secoli, rappresenta un pilastro insostituibile della sicurezza e della legalità in Italia. In un’epoca segnata da profondi cambiamenti sociali, l’Arma continua ad evolversi, interpretando con coraggio e lungimiranza i valori della convivenza civile e dell’integrazione. Simbolo concreto di questa apertura è la figura di Badar Eddine Mennani, giovane carabiniere di origine marocchina, il cui percorso rappresenta un esempio di dedizione, identità italiana e arricchimento culturale.

Badar nasce a Santa Maria Capua Vetere, in Campania, da genitori marocchini immigrati in Italia. Cresciuto tra due culture, quella italiana e quella della sua famiglia d’origine, Badar ha sempre cercato di conciliare le sue radici con il profondo senso di appartenenza al Paese in cui è nato. Sin da ragazzo, il suo sogno era entrare nell’Arma dei Carabinieri: un’aspirazione che ha coltivato con determinazione, superando barriere sociali e culturali.

La sua è una storia di integrazione riuscita. Con alle spalle una famiglia laboriosa, legata alla comunità di Chiuduno (provincia di Bergamo), Badar ha voluto percorrere la strada del servizio allo Stato, aderendo prima all’Esercito Italiano e poi partecipando con successo al concorso per diventare carabiniere. Il 22 giugno 2019, a Torino, ha giurato fedeltà alla Repubblica Italiana, insieme ad altri 396 allievi, con la divisa che tanto aveva sognato. Il momento più commovente della cerimonia è stato quando la madre, con grande orgoglio, gli ha sistemato gli alamari sulla divisa, simbolo del legame con l’Arma e con l’Italia.

Il suo volto giovane, il cognome arabo e la sua fede musulmana hanno attirato l’attenzione dell’opinione pubblica. Ma ciò che merita di essere sottolineato non è la sua diversità, bensì il suo impegno, la sua disciplina e il desiderio profondo di difendere i valori della legalità e della Repubblica Italiana, proprio come qualunque altro carabiniere. Badar ha dichiarato: «Sono italiano, ma non rinnego le mie origini marocchine. Porto dentro di me entrambe le identità e per questo sento ancora di più la responsabilità di essere un ponte tra le comunità».

Durante il servizio nell’operazione "Strade Sicure" a Roma, Badar ha potuto mettere in pratica le sue competenze linguistiche e culturali. In un episodio significativo, è riuscito a gestire una situazione di tensione con lucidità e prontezza, dialogando in arabo con un cittadino straniero e contribuendo così a evitare il panico. In un contesto in cui la prevenzione del terrorismo e la gestione dei conflitti interculturali sono temi centrali, la presenza di carabinieri con un background multiculturale rappresenta un valore strategico per l’efficienza e l’intelligenza operativa dell’Arma.

La sua storia non è però priva di difficoltà. Dopo la pubblicazione di un articolo che celebrava la sua nomina, non sono mancati commenti razzisti e attacchi pretestuosi, simbolo di una parte della società ancora chiusa e diffidente verso la diversità. Tuttavia, la reazione più diffusa è stata di stima e sostegno: tanti italiani hanno riconosciuto in Badar un esempio positivo di giovane cittadino impegnato, fedele alle istituzioni e fiero della propria doppia identità.

Badar è un esempio concreto di come l’Arma dei Carabinieri stia diventando sempre più lo specchio della società italiana, dove i figli degli immigrati, italiani a tutti gli effetti, possono servire lo Stato con onore. La sua origine marocchina, lungi dall’essere un ostacolo, è una risorsa che contribuisce a rafforzare il legame tra istituzioni e comunità straniere, promuovendo fiducia, cooperazione e comprensione reciproca.

Il caso di Badar non è isolato. Sempre più giovani con origini straniere partecipano ai concorsi pubblici per entrare nelle forze armate e nelle forze dell’ordine, portando con sé nuove energie, lingue, culture e visioni del mondo. L’Arma dei Carabinieri, che ha fatto della prossimità al cittadino uno dei suoi principi fondanti, sta accogliendo questa trasformazione con intelligenza e visione, consapevole che la sicurezza non si costruisce solo con la forza, ma anche con il dialogo e l’inclusione.

Sostenere l’Arma dei Carabinieri oggi significa anche valorizzarne la capacità di adattarsi al mutamento della società italiana. L’esempio di Badar Eddine Mennani, italiano di origine marocchina, musulmano praticante e carabiniere esemplare, ci ricorda che l’identità nazionale non è qualcosa di fisso e immutabile, ma una costruzione viva, aperta e in evoluzione. Una società forte e coesa non teme la diversità: la abbraccia, la integra e ne fa uno strumento di progresso.

Per questo, il nostro grazie va all’Arma dei Carabinieri, che ogni giorno difende non solo la sicurezza, ma anche i valori democratici su cui si fonda la Repubblica. E il nostro augurio va a Badar, e a tutti i giovani come lui, affinché possano continuare a servire il Paese con lo stesso coraggio, lo stesso amore e lo stesso orgoglio. Perché l’Italia di oggi, e quella di domani, sarà sempre più fatta anche da loro.

Marco Baratto

Per maggiori informazioni
Allegati
Non disponibili