“Preservate l’Italiano, curatene l’uso. Lo sviluppo del linguaggio porta alla pace, non alla guerra”. Dacia Maraini al congresso Nazionale della UIL Scuola

Oggi, giovedì 7 Maggio 2026, la giornata conclusiva al Palacongressi di Riccione
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Al Congresso Nazionale della Uil Scuola a Riccione, un congresso aperto all'incontro, alla ricerca culturale, al dialogo e alla FIDUCIA (il logo del Congresso), oltre a Padre Enzo Bianchi e Massimo Recalcati, anche Dacia Maraini ha inviato il suo messaggio:

“Preservate l’Italiano, curatene l’uso. Lo sviluppo del linguaggio porta alla pace, non alla guerra”.

 “Chi ha la passione per la scrittura deve leggere molto. E amare l’italiano che è una lingua bellissima, piena di ritmo e di colori. Chi scrive deve conoscerla al meglio”. 

La scuola e la lingua come pilastri dell’identità culturale e democratica del Paese, sono il nucleo dell’intervento di Dacia Maraini, che ha richiamato l’attenzione sul rapporto tra istruzione, pensiero critico e tutela della lingua italiana.

Dacia Maraini insiste sulla qualità della scrittura letteraria, che la distingue da ogni altro uso della parola: “Devi sentire tuo quello che scrivi, lo dico sempre nei miei seminari di scrittura. Se non si legge nel cuore e nell’anima di ogni frase la persona che sei, può essere anche un capolavoro di stile quello che la tua fatica ha prodotto, ma non sarà mai tuo al centro per centro. La scrittura, quando è autentica, permette di leggere dentro la persona che ce l’ha offerta. E questo vale anche per altre forme d’arte: se senti un brano di Antonio Vivaldi sai che ha una cifra di originalità assoluta, che la distingue da tutte le altre.

Perché ogni persona è unica. Io no sono contro la tecnologia, intendiamoci. Anche io uso mail e cellulare, ma occorre farlo con intelligenza e con criterio. È vero, i social network si basano sulla scrittura, ma sono in realtà forme stereotipate, specie di tic, segni dove non c’è mai vera creatività. Occorre sviluppare la curiosità e l’intelligenza, e questo lo possono fare solo la lettura dei testi classici, che a loro volta sollecitano a produrre nuova scrittura. Ricordo che oggi molti docenti universitari allargano le braccia, di fronte all’analfabetismo di ritorno che affligge molti loro allievi, che non sanno più leggere un testo, figuriamoci scriverlo. E lo stesso avviene con i calcoli. La mente, l’intelligenza, la ragione, non si limitano a schiacciare un bottone. Sono meccanismi complessi, che chiedono di essere costantemente esercitati e affinati”.

Nel suo intervento, la scrittrice ha espresso anche forte preoccupazione per la condizione del sistema scolastico: “È molto grave quello che sta succedendo alla scuola che viene dissacrata, cioè tolta del suo prestigio, della sua consapevolezza di creare il futuro”. Per Maraini, scuola e sanità rappresentano “le due più importanti anime di un Paese”, denunciando al tempo stesso una scarsa volontà politica di investire nell’istruzione.

Oggi, giovedì 7 Maggio, giornata conclusiva del congresso nazionale UIL Scuola, al Palacongressi di Riccione.

Ufficio Stampa

Giancarlo Garoia
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