Industria bresciana e clima: la sfida della sostenibilità dai consumi energetici alle tecnologie per ridurre le emissioni
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La provincia di Brescia è uno dei motori manifatturieri d’Italia, ma anche uno dei territori più esposti al tema della qualità dell’aria e dei consumi energetici. Secondo i dati dell’inventario regionale delle emissioni INEMAR, nella provincia il comparto della combustione industriale è responsabile di circa il 36% delle emissioni di CO₂, poco davanti al trasporto su strada (34%), mentre la combustione in ambito civile contribuisce per un ulteriore 23%.
La fotografia sulla qualità dell’aria resta impegnativa. Il rapporto “Mal’Aria di città 2025” di Legambiente, ripreso da analisi recenti, indica che nel 2024 Brescia ha registrato 56 giornate di superamento del limite giornaliero di 50 µg/m³ di PM10 presso la centralina di Villaggio Sereno, oltre la soglia massima di 35 giorni prevista dalla normativa. La media annua di PM2,5 si attesta attorno a 22 µg/m³, superiore sia ai futuri obiettivi europei (20 µg/m³ entro il 2030) sia alle linee guida sanitarie internazionali (15 µg/m³).
Sul piano energetico, Brescia è una provincia fortemente energivora: secondo un’analisi regionale, il 64% dei consumi energetici è attribuibile al settore industriale, mentre i consumi domestici incidono per poco più dell’11%. Meno di un terzo dell’energia utilizzata in provincia proviene oggi da fonti rinnovabili, nonostante la crescita del fotovoltaico che vede Brescia ai vertici nazionali per numero di nuovi impianti installati.
Allo stesso tempo, il territorio sta avviando percorsi di transizione. Il Piano Aria e Clima del Comune di Brescia punta, tra gli altri obiettivi, a una riduzione del 55% delle emissioni comunali di CO₂ entro il 2030, integrando misure su traffico, riscaldamento, mobilità sostenibile ed efficienza energetica. A livello produttivo, il rapporto “I Talenti della Lombardia” evidenzia come la regione sia al primo posto in Italia per numero di imprese che effettuano ecoinvestimenti (88.020 aziende), con la provincia di Brescia tra quelle che guidano la transizione sostenibile. Nello stesso contesto, la quota di contratti di lavoro legati a green jobs in provincia raggiunge il 43,3% del totale lombardo, segno di una crescente attenzione a competenze ambientali e nuovi profili professionali.

Anche sul fronte delle piccole e medie imprese il percorso è avviato, seppure non uniforme: in Lombardia circa il 60% delle aziende dichiara di conoscere in modo preciso i criteri ESG e un’impresa su quattro ha già avviato iniziative concrete, soprattutto in ambito di efficientamento energetico ed energie rinnovabili.
Dentro questo quadro si collocano anche le scelte di imprese manifatturiere specializzate, come Brever Srl, azienda di verniciatura a polvere con sede a Calcinato (Brescia). Negli ultimi anni Brever ha introdotto un impianto di osmosi per il trattamento e il riciclo delle acque demi utilizzate nei tunnel di lavaggio delle linee di verniciatura, con l’obiettivo di ridurre il prelievo di acqua fresca e la quantità di scarichi da avviare a trattamento.
Sul versante delle emissioni in atmosfera, i fumi generati dalle fasi di lavaggio e di polimerizzazione vengono convogliati e sottoposti a controlli periodici, in coerenza con le autorizzazioni ambientali previste dalla normativa. Il monitoraggio consente di verificare nel tempo il rispetto dei limiti e l’efficacia delle soluzioni adottate.
Un ulteriore fronte riguarda l’efficienza energetica degli impianti: in uno stabilimento di medie dimensioni, la conversione completa dell’illuminazione a tecnologia LED può ridurre i consumi elettrici per la luce fino a circa il 50%, con un taglio significativo delle tonnellate di CO₂ associate, soprattutto in contesti dove l’energia deriva ancora in buona parte da fonti fossili. Nel caso di Brever, la sostituzione delle sorgenti tradizionali con sistemi LED ha coinvolto reparti produttivi, aree esterne e uffici, inserendosi in un percorso più ampio di riduzione strutturale dei consumi e di attenzione al territorio. Allo stesso tempo, l’azienda mantiene standard di qualità certificati secondo la norma ISO 9001, con controlli puntuali su processo e risultati finali, a conferma che l’adozione di soluzioni a basso impatto ambientale non avviene a scapito delle prestazioni della verniciatura.
In conclusione, le esperienze maturate in provincia di Brescia mostrano come la riduzione dell’impatto ambientale dell’industria non passi solo da grandi impianti energetici o da interventi infrastrutturali, ma anche da scelte mirate su acqua, energia e monitoraggio delle emissioni dentro i singoli stabilimenti. In un contesto che resta critico dal punto di vista della qualità dell’aria, la diffusione di buone pratiche – dalla verniciatura a polvere più efficiente fino all’adozione di comunità energetiche rinnovabili e di sistemi di gestione energetica evoluti – rappresenta una delle leve più concrete per avvicinare il sistema produttivo bresciano agli obiettivi climatico-ambientali fissati a livello europeo.
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