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Arte e Cultura

"La grazia" di Paolo Sorrentino, con Toni Servillo, anteprima al POP UP Cinema Jolly 4K di Bologna

Un film denso di domande e di dubbi, dove tutto è necessario, tutto è qui e altrove, perchè "la grazia è la bellezza del dubbio", anche sul grande tema dell'eutanasia.
Forlì, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura)

Mariano De Santis è il Presidente della Repubblica. Nessun riferimento a presidenti esistenti, frutto completamente della fantasia dell’autore. Vedovo, cattolico, ha una figlia, Dorotea, giurista come lui. Alla fine del suo mandato, tra giornate noiose, spuntano gli ultimi compiti: decidere su due delicate richieste di grazia. Veri e propri dilemmi morali. Che si intersecano, in maniera apparentemente inestricabile, con la sua vita privata. Mosso dal dubbio, dovrà decidere. E, con grande senso di responsabilità, è quel che farà questo grande Presidente della Repubblica Italiana.

La grazia, un  film denso di domande e di dubbi, dove tutto è  necessario, tutto è qui e altrove, perchè "la grazia è la bellezza del dubbio".

Di chi sono i nostri giorni?” chiede Dorotea (Anna Ferzetti) a suo padre Mariano De Santis (Toni Servillo), Presidente della Repubblica entrato nel semestre bianco, in dubbio se firmare la legge sul diritto all'eutanasia e due richieste di grazia.

Questa domanda, assieme ai versi de "Le bimbe piangono" del rapper Guè, attraversa tutto il film, nella mente e nell’animo di un Presidente a fine mandato.

Come Guè quando cantando recita "Mi auguri così tanto di morire all’inferno che frate vivrò in eterno", Sorrentino parla della politica italiana, per parlare di sé stesso, di un Presidente affaticato dalle incombenze istituzionali e colpito dalla perdita della moglie Aurora, otto anni prima, diviso tra il rigore del giurista e il desiderio di capire se stesso e i propri figli (oltre a Dorotea a Roma, Riccardo, interpretato  Francesco Marino, a Montreal), il senso della vita che sembra sfuggirgli.

 Perchè quei giorni "sono nostri ma ci manca il tempo per conoscerlo".

La musica che accompagna il succedersi  degli stati d'animo e degli incontri porta brani densi come "Sphere" di Peter Gregson, "Robin's Cello" dei Phoria, "Delta Sounds from Air" di Max Casacci, " Con Moto" di Hania Rani, "Verona Walls" dei Dovs, fino a "A Sparrow Alighted Upon.." di Johann Johannsson.

Tutto a segnare passaggi di grande umanità come i dialoghi tra Servillo e l'ironica Coco Valori (Milvia Marigliano), il colonnello Massimo Labaro (Orlando Cinque), ed il confronto con Sua Santità (Rufin Doh Zeyenouin.il Papa nero e motociclista).

NOTE DI REGIA:
"La Grazia è un film d’amore. Questo motore inesauribile che determina il dubbio, la gelosia, la tenerezza, la commozione, la comprensione delle cose della vita, la responsabilità.
L’amore e le sue articolate diramazioni sono viste e vissute attraverso gli occhi di Mariano De Santis, Presidente della Repubblica verosimile ma rigorosamente inventato.
Mariano De Santis ama la moglie che non c’è più, la figlia e il figlio e le loro distanze generazionali, ama il diritto penale che ha studiato per tutta la vita. Mariano De Santis, dietro il suo aspetto serio e rigoroso, è un uomo d’amore.
La Grazia è un film sul dubbio. E sulla necessità di praticarlo, soprattutto in politica, soprattutto oggi, in un mondo dove i politici si presentano troppo spesso col loro ottuso pacchetto di certezze che provocano solo danni, attriti e risentimenti, minando il benessere collettivo, il dialogo e la tranquillità generale.
Mariano De Santis è un uomo mosso dal dubbio.
La Grazia è un film su un dilemma morale.
Concedere o meno la grazia a due persone che hanno commesso degli omicidi in circostanze, però, forse, perdonabili.
Firmare o non firmare, da cattolico, una legge difficile sull’eutanasia.
Da ragazzo rimasi folgorato dal Decalogo di Kieślowski. Un capolavoro tutto incentrato sui dilemmi morali. La trama delle trame. L’unico intreccio davvero appassionante. Più di un thriller.
Non penso di essermi neanche minimamente avvicinato all’altezza del genio di Kieślowski, alla profondità con cui affrontava i temi morali, ma ho sentito la necessità di farlo comunque, in un momento storico in cui l’etica, alle volte, sembra essere opzionale, evanescente, opaca o comunque tirata troppo spesso in ballo solo per ragioni strumentali. L’etica è una cosa seria. Tiene in piedi il mondo.
E Mariano De Santis è un uomo serio."

La Grazia

regia di Paolo Sorrentino

Con Toni Servillo, Anna Ferzetti, Orlando Cinque, Massimo Venturiello, Milvia Marigliano, Giuseppe Gaiani, Linda Messerklinger, Vasco Mirandola

sceneggiatura Paolo Sorrentino

fotografia Daria D'Antonio

montaggio Cristiano Travaglioli

scenografia Ludovica Ferrario

costumi Carlo Poggioli

produttore Paolo Sorrentino, Annamaria Morelli

produzione Fremantle, The Apartment, Numero 10

Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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