B.MANNUCCI (NCS) Femminicidi in aumento ma i CAV chiudono grazie all'insensibilità di Zingaretti
Roma 28 Settembre 2017- Lo scorso anno, 120 donne sono state vittime di femminicidio e 7 milioni di donne hanno subito forme di violenza nel corso della loro vita. L'analisi è dell'Istat e del Ministero della Giustizia e ci mostra i numeri impressionanti di un massacro che non si arresta, nonostante la legge del 2013.
E intanto i centri antiviolenza chiudono i battenti.
Il fenomeno resta di enormi proporzioni e i numeri parlano chiaro: quasi 7 milioni di donne hanno subìto forme di abuso nel corso della loro vita, dalle violenze domestiche allo stalking, dallo stupro all'insulto verbale, la vita femminile è costellata di violazioni della propria sfera intima e personale. Spesso un tentativo di cancellarne l'identità, di minarne profondamente l’indipendenza e la libertà di scelta.
Più dell’82 per cento dei delitti commessi a scapito di una donna, nel nostro Paese, sono classificati come femminicidi: oltre 4 su 5.
Intanto la Regione Lazio stanzia 600mila euro per i centri antiviolenza di Roma. Somma esigua, che non basta affatto a soddisfare le esigenze, stando ai numeri, sempre più crescenti.
Le altre Province rimangono addirittura a bocca asciutta, con buona pace delle assistite e del lavoro indefesso degli operatori.
NcS farà una battaglia senza quartiere, affinché un fenomeno sociale di tale portata, non cada nelle retrovie delle priorità della Regione che, anche in questo contesto, non ha brillato per sensibilità.
E lo ricorderemo a Zingaretti anche in campagna elettorale.
Lo dichiara Barbara Mannucci Coord.ce Naz NCS DONNE