Arte e Cultura
“Imaginationite”: la verità nuda di Sereen. tra malinconia e coraggio
Qual è stata la prima reazione delle persone più vicine a te quando hanno ascoltato il brano per la prima volta?
Sorprese e travolte dal sound. La loro curiosità sul testo li ha spinti a voler scoprire meglio l’inglese; inoltre, si aspettavano un brano probabilmente meno “duro” e più vulnerabile.
Ti capita di “vedere” la canzone come una scena cinematografica? Se sì, che atmosfera avrebbe?
Io penso sempre ad una cinematografia dietro le canzoni, specialmente quando vado in studio a registrare. Sono molto immaginatrice, e cerco sempre di concretizzare una visione. Se pensassi ad un’atmosfera… veramente una non ne basta: probabilmente la più vicina alla mia mente è quella delle montagne con delle foreste fitte, colpite da un vento leggero. Viaggiando ne ho visti tante dal finestrino e le sento quasi come casa.
Lavori molto con i contrasti: dolcezza vs ruvidità, reale vs immaginato. È una scelta consapevole o un riflesso del tuo modo di sentire?
Penso sia un po’ un riflesso del mio sentire: vivo tra opposti continui, e la consapevolezza si concretizza solo dopo.
Hai mai avuto paura che esporre questa parte di te potesse essere frainteso dal pubblico?
Penso che quel timore ci sarà sempre; ma ho vissuto anche troppo con quel peso, e ho scelto che non può più determinarmi. Non sono il male che mi è capitato: sono molto di più.
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