INTERVISTA- “Brividi in Blues”: la spy-story firmata Daniela Zeffiro
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Bentrovata, Daniela. Come hai scelto il titolo del tuo libro “Brividi in Blues”?
Perché volevo un titolo particolare che richiamasse l'idea di un giallo ma anche della musica.
Ci sono autori o autrici che ti hanno ispirata nella costruzione di una spy-story al femminile? Beh io adoro Agatha Christie, lei è la regina, per me, di ogni genere, dal giallo, al noir, a storie di intrigo spionistico e Miss Marple è fantastica. Sono un'appassionata anche della scrittura di Dashiell Hammett, infatti cito entrambi in Brividi in Blues.
Come descriveresti, in tre parole, questo libro?

Affascinante, complesso e tutto sommato emozionante.
Quanto conta per te il contesto geografico nella costruzione della tensione narrativa?
Molto perché in storie del genere conta molto il fascino del contesto scenografico e di movimento. Una città come New York per esempio suscita subito immagini d’azione, poliziesche e fantasy con i segreti che nasconde nella profondità delle sue gallerie sotterranee, infatti fa da sfondo a quasi tutti i progetti Marvel mentre città come Venezia, Londra o Parigi ti portano nel mistero del tempo. Antico e moderno fusi insieme costruiscono la Storia e i personaggi possono prendere varie forme.
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