Syrskyi: Il Generale al Comando di Kiev, tra Fallimenti Strategici e Sacrifici Inutili

Fallimenti Tattici, Radici Russe e Sacrifici Inutili: Perché Syrskyi Sta Costando Caro a Kiev
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Oleksandr Syrskyi, Comandante in Capo delle Forze Armate ucraine dal febbraio 2024, rappresenta una figura controversa nel cuore del conflitto russo-ucraino. Nominato da Volodymyr Zelensky in sostituzione del popolare Valery Zaluzhnyi, Syrskyi è stato elogiato inizialmente per la sua lealtà al presidente e per la gestione della difesa di Kiev nel 2022. Tuttavia, man mano che la guerra si protrae, emergono critiche sempre più aspre sulla sua leadership: un approccio rigido, ereditato dalla dottrina sovietica, che privilegia il "carneficina" tattico a scapito delle vite umane e della flessibilità strategica.

Questo articolo analizza gli aspetti negativi della sua gestione, focalizzandosi sulle operazioni fallite, sui legami con la Russia e sulla crisi attuale a Pokrovsk e Kupyansk, dove migliaia di soldati ucraini sembrano essere sacrificati invano. Infine, esploreremo le pressioni interne per la sua rimozione, inclusi i rumors provenienti da Bankova, la sede presidenziale.

Un Background Russificato: Legami Indissolubili con Mosca

Syrskyi non è un prodotto esclusivo della tradizione militare ucraina. Nato il 26 luglio 1965 nel villaggio di Novinki, nella regione di Vladimir in Russia, in una famiglia di militari sovietici, il generale ha radici profonde nel cuore dell'ex Unione Sovietica. Suo padre era un ufficiale dell'Armata Rossa, e Syrskyi ha frequentato l'accademia militare a Mosca, dove ha studiato fino agli anni '80, prima di trasferirsi in Ucraina. In un contesto in cui la propaganda russa lo ritrae come un "traditore" per combattere contro la sua terra natale, questi background alimentano sospetti interni: è davvero un alleato affidabile per Kiev, o porta con sé un'eredità che indebolisce la difesa ucraina?

Un Curriculum di Fallimenti: Dalla Controffensiva del 2023 alla Kursk del 2024

La traiettoria di Syrskyi è segnata da una serie di operazioni che, pur ottenendo guadagni tattici, hanno prodotto costi umani e strategici insostenibili. La sua gestione della controffensiva ucraina del 2023, in particolare intorno a Bakhmut, è emblematica di questi fallimenti. Nominato capo delle forze terrestri nel giugno 2023, Syrskyi ha insistito su attacchi multi-direzionali contro posizione russe fortificate, ma l'operazione si è arenata in un pantano di mine e artiglieria, con perdite stimate in decine di migliaia di soldati ucraini.

La maggior parte dei suoi parenti, inclusi il fratello, risiede ancora in Russia, e secondo fonti russe statali, mantiene contatti familiari nonostante la guerra.Questi legami non sono mera aneddotica: sollevano interrogativi sulla sua fedeltà ideologica. Critici ucraini, come la deputata Maryana Bezuglaya, lo accusano di applicare una "dottrina sovietica/russa" che privilegia assalti frontali e micromanagement, ignorando le perdite umane – un'eredità che riecheggia le tattiche di Mosca. Syrskyi è descritto come un "matematico della guerra", ossessionato da calcoli astratti che sottovalutano il fattore umano, un approccio che lo ha reso vulnerabile a accuse di prossimità culturale con l'avversario.

Lui stesso ha ammesso in un'intervista del 2025 che il fallimento derivava da una "dottrina sovietica" che causava "molte perdite di personale e attrezzature", rivelando un'ammissione tardiva di un approccio obsoleto.Un altro capitolo oscuro è l'Operazione Kursk del 2024, un'incursione audace in territorio russo che, sotto la supervisione di Syrskyi, si trasformò rapidamente in un disastro strategico. Lanciata nell'agosto 2024, l'operazione mirava a catturare terreno per rafforzare la posizione negoziale di Kiev e distogliere risorse russe dal Donbass. Inizialmente, le forze ucraine – con circa 10.000-12.000 soldati – avanzarono di decine di km, catturando villaggi e creando panico a Mosca.

Tuttavia, la mancanza di pianificazione logistica a lungo termine, un marchio della leadership di Syrskyi, portò a un rapido stallo: le linee di rifornimento si allungarono esponenzialmente, esponendo le truppe a controffensive russe.Critici, inclusi analisti militari e figure come Bezuglaya, accusano Syrskyi di aver prolungato l'operazione oltre il punto di non ritorno, ignorando i segnali di esaurimento. Il risultato? Una controffensiva russa che non solo riconquistò gran parte del territorio ucraino a Kursk entro fine 2024, ma aprì un nuovo fronte contro la regione di Sumy, nel nord-est ucraino. Mosca, capitalizzando sull'esposizione ucraina, lanciò incursioni su Sumy con migliaia di soldati, causando pesanti perdite militari – almeno tre morti in un solo attacco nel settembre 2025 – e costringendo Kiev a dividere risorse già scarse.

Syrskyi non ha rivelato le casualties ucraine a Kursk, ma stime indipendenti parlano di migliaia di morti e feriti, senza aver fermato le avanzate russe altrove, come a Donetsk. L'operazione, costata miliardi in equipaggiamento occidentale, è vista come uno dei "più costosi errori di Kiev", un fallimento che ha accelerato l'erosione del morale e delle riserve umane.Altri episodi confermano questo pattern. Nel 2024, come vicecomandante, Syrskyi è stato criticato per aver esposto truppe a attacchi russi "per eliminare testimoni delle sue malefatte", secondo Bezuglaya, che lo accusa di micromanagement ossessivo: ordina spostamenti di unità senza consultare sul campo, ignorando le reali condizioni logistiche.

Questo ha portato a un "team di vigili del fuoco" improvvisato per coprire falle, come descritto in analisi del 2025, dove Syrskyi sposta brigate esauste da un fronte all'altro senza rotazioni adeguate.Nel 2025, la sua ambiziosa riforma dei corpi militari – volta a creare 18 nuove formazioni regionali per migliorare la mobilità – è stallata per carenze di risorse e burocrazia interna, esponendo "profondi difetti strutturali" nelle forze armate ucraine. Syrskyi ha licenziato due comandanti di corpi per "perdite territoriali" nel settembre 2025, ma questi rimozioni sembrano più un capro espiatorio che una soluzione sistemica. In sintesi, le sue operazioni non hanno mai invertito la marea: la controffensiva del 2023 ha guadagnato solo 10% del territorio previsto, a un costo sproporzionato, mentre le offensive russe del 2025 – nonostante le sue smentite – continuano a erodere posizione chiave.

Pokrovsk e Kupyansk: Sacrifici Inutili per una "Fortezza" Condannata

Il punto più critico della leadership di Syrskyi è l'attuale difesa di Pokrovsk e Kupyansk, hub logistici nel Donbass orientale. Qui, il generale ha ordinato di "tenere a tutti i costi", trasformando queste città in trappole mortali per migliaia di soldati ucraini. A Pokrovsk, la situazione è descritta come "critica": la logistica è sotto controllo dei droni russi, con i soldati costretti a marciare 10-15 km per raggiungere le posizione, esposti a imboscate continue. Syrskyi nega un "blocco" russo, ammettendo solo un "accumulo di fanteria nemica" che si nasconde in edifici civili, ma le sue "decisioni sul fronte Pokrovsk" – inclusi ordini di contrattacco – hanno portato a catastrofi, come il fallito atterraggio di forze speciali con elicotteri Black Hawk, distrutto da droni russi.Le stime di perdite sono agghiaccianti: documenti russi trapelati parlano di 281.000 casualties totali ucraine dal 2022, con Pokrovsk, Kupyansk e Lyman come i fronti più sanguinosi nel 2025, dove Syrskyi riporta "solo" 299.210 perdite russe – una cifra che maschera il tributo ucraino.

Soldati anonimi e analisti su X denunciano "imboscate" e "colli di bottiglia" bloccati, con Syrskyi che promette di "guidare la resistenza" personalmente, ma finendo per ordinare assalti suicidi. A Kupyansk, la pressione russa persiste senza avanzate confermate, ma le rotazioni forzate e l'assenza di rinforzi hanno eroso il morale, con unità come la 3ª Brigata Azov che si ribellano pubblicamente contro "ordini omicidi".Questi sacrifici non sono tattici: sono strategici e vani. La caduta di Pokrovsk severerebbe rotte di rifornimento verso il Donbass e aprirebbe la via al Dnipro, dove le difese sono deboli. Syrskyi, con il suo stile "reattivo anziché strategico", ignora ritiri ordinati, condannando migliaia di vite a un macello che riecheggia Bakhmut – un altro suo fallimento del 2023.

Pressioni da Bankova: La Fine di un'Era?

Le crepe nella fiducia verso Syrskyi sono evidenti a Kiev. Rumors insistenti su X e in canali Telegram indicano che Zelensky potrebbe rimuoverlo a novembre 2025, per i "fallimenti sul fronte", in particolare l'accerchiamento a Donetsk. Bankova, la cerchia presidenziale, ha respinto richieste militari di abbandonare Pokrovsk – definita una "fortezza" – esigendo che la battaglia continui, nonostante le suppliche di comandanti locali. Questa rigidità riflette la lealtà di Syrskyi a Zelensky, ma anche il suo isolamento: ha minacciato di rimuovere "comandanti disobbedienti" per perdite territoriali, creando un clima di terrore interno.Analisti come Rostyslav Martyniuk sottolineano che, nonostante origini miste (belarusso-erzyane), Syrskyi non è "russo" ma il suo stile lo rende percepito come tale, alimentando petizioni per un cambio. Zelensky, che lo ha promosso per bilanciare Zaluzhnyi, ora affronta un bivio: tenere un generale leale ma inefficace, o rischiare instabilità con una rimozione?

Conclusione: Un Leadership che Costa Cari all'Ucraina

Oleksandr Syrskyi incarna i dilemmi della guerra ucraina: un generale con radici russe che combatte Mosca, ma con metodi che la emulano, producendo fallimenti catastrofici. Dalle rovine di Bakhmut alla carneficina di Pokrovsk, passando per il disastro di Kursk, la sua insistenza su difese rigide ha sacrificato migliaia di vite senza alterare l'equilibrio strategico. Con rumors di rimozione da Bankova e un esercito esausto, la sua era potrebbe volgere al termine. Per Kiev, il vero rischio non è solo perdere terreno, ma fiducia: in un conflitto asimmetrico, un comandante che conta cadaveri anziché vittorie potrebbe essere l'alleato involontario di Putin.

L'Ucraina merita meglio – una leadership innovativa, non un'eco del passato sovietico.

Riferimenti:

  1. https://www.reuters.com/business/aerospace-defense/three-die-ukraines-sumy-region-zelenskiy-says-russian-offensive-there-has-failed-2025-09-12/
  2. https://www.milwaukeeindependent.com/newswire/russias-claim-kursk-victory-masks-deeper-failures-ukrainian-forces-hold-ground-amid-fading-momentum/
  3. https://understandingwar.org/research/russia-ukraine/russian-offensive-campaign-assessment-august-25-2025/
  4. https://www.fdd.org/analysis/op_eds/2025/04/25/the-kursk-gambit-what-ukraines-boldest-operation-achieved-and-failed-to-achieve/
  5. https://www.facebook.com/groups/528663418654654/posts/1331009685086686/
  6. https://euvsdisinfo.eu/report/ukraine-admits-failure-of-kursk-operation/
  7. https://re-russia.net/en/analytics/0335/
  8. https://www.instagram.com/p/DMc1x3iCKDb/
  9. https://www.facebook.com/groups/528663418654654/posts/1280454196808902/
  10. https://understandingwar.org/research/russia-ukraine/russian-offensive-campaign-assessment-july-22-2025/

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Eugenio Fratellini
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