Fabio Inzani al G19+2 Sanità di Genova: AI e sistemi di certificazione per progetti ospedalieri più consapevoli

Per Fabio Inzani un ospedale efficace non è solo un edificio ben progettato: deve valorizzare i professionisti e aumentare il tempo dedicato alla cura del paziente
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Come si progetta un ospedale che funzioni davvero quando apre le porte? Da questa domanda è nato il contributo che Fabio Inzani, Fondatore e Presidente di Tecnicaer Engineering, ha portato al Forum G19+2 Sanità, ospitato a Genova lo scorso giugno.

Fabio Inzani: portare nel pubblico la flessibilità del privato

Il suo intervento, dedicato alla progettazione delle strutture ospedaliere pubbliche e private, ha ruotato attorno a un principio: le scelte progettuali vanno prese guardando fin dall’inizio a come la struttura lavorerà, cioè agli scenari organizzativi, economici e clinici che ne determineranno il funzionamento. Per Fabio Inzani è qui che si decide la riuscita di un’opera. La differenza sta nel diverso margine di manovra. Il privato può cambiare rotta in tempo reale quando gli obiettivi lo richiedono, mentre il pubblico, vincolato alla procedura di evidenza pubblica, non ha la stessa libertà. La proposta è ridurre questa distanza con strumenti capaci di anticipare gli scenari prima che il progetto prenda forma: l’Intelligenza Artificiale da un lato, le certificazioni come la JCI (Joint Commission International) dall’altro. In questo modo entrano nel progetto le variabili organizzative che permettono di restare nei limiti di bilancio, di allinearsi a quanto il piano sanitario prevede per quello specifico ospedale e di valutare quali professionisti sono effettivamente disponibili a erogare le cure.

Fabio Inzani: “Come il professionista eroga le cure è figlio di com’è fatto il progetto”

L’ospedale è quindi un’infrastruttura che deve rispondere al piano sanitario regionale, rispettare il budget, valorizzare chi ci lavora e restituire tempo alla cura. Il legame è diretto: il modo in cui un professionista svolge il proprio lavoro dipende da come la struttura è stata pensata. L’Intelligenza Artificiale, ha spiegato Fabio Inzani, consente di studiare e ottimizzare i tempi, fino ad aumentare quelli riservati al paziente. Con obiettivi chiari fin dall’inizio, ha aggiunto, si arriva a un progetto efficace. Da qui la conclusione: non è ammissibile realizzare un progetto magari molto bello, ma privo dei luoghi e degli spazi preposti a far funzionare l’ospedale.

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