Europa Verde: dal sogno green al ritardo cronico: il caso dei treni a idrogeno in Lombardia

Era il 2 dicembre 2020 quando il presidente di FerrovieNord Milano annunciava, in una nota, un accordo con A2A (allegato 1) per produrre idrogeno green. In quell’occasione assicurò che i primi treni a idrogeno sarebbero entrati in servizio nel 2023, rendendo a impatto zero il trasporto ferroviario sulla linea Brescia–Iseo–Edolo. Non solo.
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Milano, (informazione.news - comunicati stampa - trasporti)

 Era il 2 dicembre 2020 quando il presidente di FerrovieNord Milano annunciava, in una nota, un accordo con A2A (allegato 1) per produrre idrogeno green. In quell’occasione assicurò che i primi treni a idrogeno sarebbero entrati in servizio nel 2023, rendendo a impatto zero il trasporto ferroviario sulla linea Brescia–Iseo–Edolo. Non solo.

A distanza di 6 anni, però, la realtà è molto diversa. E i costi complessivi, già enormi (400 milioni di euro), continuano ad aumentare.

Lo scorso 2 marzo, nella Commissione speciale PNRR di Regione Lombardia (all 2 ) , è stato fatto il punto sul progetto. Nelle slide presentate si parla di un’iniziativa sperimentale utile a sviluppare modelli innovativi di mobilità sostenibile. Peccato che, nel marzo 2026, i treni a idrogeno siano ancora lontani dall’entrare in servizio e non si dica che quelli utilizzati in Sassonia dalle Ferrovie tedesche sono stati ritirati dall’attività perché non funzionanti.

Il primo convoglio dovrebbe essere testato sulla linea solo a settembre di quest’anno e sarà alimentato da bombole di idrogeno fatte arrivare a Rovato. Se tutto andrà bene e i test di pre-esercizio saranno superati, i primi treni potrebbero circolare nell’autunno del 2027: vale a dire quattro anni dopo la data annunciata nel 2020. Sempre che l’omologazione dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali arrivi in tempi rapidi.

Degli autobus a idrogeno annunciati nel progetto, invece, non c’è traccia.

Anche sul fronte degli impianti di produzione e stoccaggio la situazione procede a rilento. I cantieri di Iseo ed Edolo risultano rispettivamente al 56% e al 72% di avanzamento. Il deposito di Rovato risulta invece completato.

Completamente fuori quadro anche il terzo impianto di produzione, previsto a Brescia Borgo San Giovanni, nell’area dell’ex Petra. Sorprende come il Comune di Brescia, avverso a questo progetto, non abbia ostacolato la realizzazione di questo sito fin dall’inizio. Probabilmente l’atteggiamento silente è dovuto al fatto che, il memorandum del 2 dicembre 2020,era tra A2A (partecipata comunale) e FNM avevano siglato un memorandum d’intesa per la produzione dell’idrogeno per i treni.

L’intervento vale 44,7 milioni di euro, ma i cantieri non sono ancora partiti. I lavori erano stati affidati nell’agosto 2023, dopo una gara andata deserta, tramite trattativa diretta per 29,6 milioni di euro a un’associazione temporanea di imprese.

Secondo il report della Regione, il progetto si troverebbe nella fase finale della conferenza dei servizi presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Nonostante questo, il Comune di Brescia, che ha contestato il progetto giudicandolo costoso e inefficiente sia dal punto di vista trasportistico sia ambientale, non ha ancora chiarito se intenda approvarlo oppure no.

Eppure, stando al contratto d’appalto firmato nel 2023, i lavori avrebbero dovuto concludersi nell’ottobre 2025.

Insomma, un progetto partito male continua peggio.

Dario Balotta portavoce Europa Verde Brescia

Brescia 19 marzo 2026

Ufficio Stampa

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