Vivere il teatro, quando ho conosciuto Fernandel. Ilaria Pernigotti
Comunicato Precedente
Comunicato Successivo
Una giovane autrice tiene viva la memoria di Fernandel: esce Vivere il teatro, quando ho conosciuto Fernandel
Una giovane scrittrice contemporanea sceglie di mantenere viva la memoria di uno dei volti più iconici dello spettacolo europeo del Novecento. È questa la particolarità di Vivere il teatro, quando ho conosciuto Fernandel, il nuovo romanzo di Ilaria Pernigotti, pubblicato da Nulla Die.
Nata a Vicenza nel 1991 e residente in provincia di Belluno, Ilaria Pernigotti proviene da una formazione artistica legata al teatro e alla musica, esperienze che hanno profondamente influenzato la sua sensibilità narrativa. Dopo due romanzi di fantascienza pubblicati nel 2021 e nel 2022, l’autrice affronta ora per la prima volta il genere storico-biografico, scegliendo di riportare al centro dell’attenzione la figura di Fernandel, celebre interprete di Don Camillo.
Fernandel, pseudonimo di Fernand Contandin, è stato uno degli artisti francesi più amati del Novecento. Nato a Marsiglia nel 1903, raggiunse la notorietà grazie alla sua straordinaria mimica facciale, alla comicità immediata e a una presenza scenica capace di conquistare teatro, musica e cinema. Il grande pubblico internazionale lo ricorda soprattutto per il ruolo di Don Camillo nella celebre saga cinematografica tratta dai racconti di Giovannino Guareschi, ma la sua carriera attraversò decenni di spettacolo francese, dai café-concert parigini al cinema d’autore e popolare.
Dietro il successo si distingueva anche una figura profondamente umana: legato alla famiglia, generoso e amatissimo dal pubblico, Fernandel rimane ancora oggi un simbolo della cultura cinematografica europea.

La storia narrata da Pernigotti si sviluppa nella Parigi del 1929, dove la giovane Illiria Perotti incontra Fernandel quando l’artista non è ancora la leggenda conosciuta dal grande pubblico. Tra teatri, café-concert e primi set cinematografici, il romanzo restituisce un ritratto intimo e umano dell’attore marsigliese, mettendone in luce la generosità, il talento e la capacità di trasformare la leggerezza in arte.
Ciò che rende l’opera particolarmente significativa è proprio la volontà dell’autrice di custodire e tramandare la memoria artistica e umana di Fernandel alle nuove generazioni. In un’epoca dominata dalla velocità e dalla cultura dell’immediato, il romanzo rappresenta un ponte tra passato e presente, riaffermando il valore del teatro, del cinema classico e delle grandi figure che hanno segnato la storia dello spettacolo europeo.
Con una scrittura influenzata dall’esperienza teatrale e musicale, Ilaria Pernigotti costruisce una narrazione delicata ed evocativa, in equilibrio tra ricostruzione storica e sensibilità contemporanea. Vivere il teatro, quando ho conosciuto Fernandel conferma così il percorso artistico di una giovane autrice capace di attraversare generi differenti, mantenendo sempre centrale l’attenzione per l’intensità emotiva dei personaggi e per il potere della narrazione come strumento di memoria.
Ilaria Pernigotti, Vivere il teatro, quando ho conosciuto Fernandel, Nulla Die Edizioni
Ufficio Stampa
antonella santarelli
Nulla die (Leggi tutti i comunicati)
P Italia




