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Arte e Cultura

SOTTOPELLE, Mostra personale di Sherine Naifar a Milano

Alla Fondazione Paolina Brugnatelli, dal 25 al 31 Maggio 2025. “Avevo dentro qualcosa che le parole non riuscivano a contenere, quindi ho iniziato a dipingere” . Con queste parole, l’artista racconta l’origine del suo legame con la pittura: strumento di introspezione e indagine identitaria, in cui il linguaggio visivo traduce stati d’animo complessi.
Bologna, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura)

La Fondazione Paolina Brugnatelli
PRESENTA 

SOTTOPELLE

Mostra personale di Sherine Naifar
a cura di Emma De Gaspari e Valentina Micheloni

Inaugurazione mostra:
24 Maggio ore 18

 Fondazione Paolina Brugnatelli, Corso Buenos Aires 66, Milano, cit.103

 La mostra sarà visitabile dal 25 Maggio al 31 Maggio

“Avevo dentro qualcosa che le parole non riuscivano a contenere, quindi ho iniziato a dipingere”

Con queste parole, l’artista racconta l’origine del suo legame con la pittura: strumento di introspezione e indagine identitaria, in cui il linguaggio visivo traduce stati d’animo complessi.

Sherine Naifar

 nata a Modena nel 2001 da madre italiana e padre tunisino. Cresciuta in un ambiente multiculturale, sviluppa fin da giovanissima una sensibilità rivolta ai temi dell’identità, del corpo e della memoria. Dopo studi economici a Modena e Bologna, sceglie di seguire la sua inclinazione artistica trasferendosi a Milano, dove frequenta lo IED e inizia un percorso di sperimentazione visiva che intreccia scrittura e pittura.

La mostra Sottopelle esplora il rapporto tra emozione e gesto pittorico, in cui spesso le tele sono accompagnate direttamente da un elemento in prosa, raffigurazione della voce dell’artista. Le sue opere, che definisce “creature emotive”, sono infatti un dialogo intimo tra caos e armonia, realizzato attraverso un linguaggio espressivo materico e stratificato.

In questo viaggio intimo e trasformativo, Sherine trova nel mihrab – simbolo architettonico e spirituale del mondo arabo – l’immagine che meglio rappresenta il suo corpo e la sua identità. Rielaborato e reinterpretato, il mihrab diventa un luogo sacro e vulnerabile, guida interiore, ponte tra le sue radici arabe e italiane, tra Oriente e Occidente. È attraverso questa figura che l’artista costruisce una narrazione visiva dell’identità come frattura e unione, come radice e rinascita.

La mostra è dedicata alla memoria del padre dell’artista, la cui scomparsa ha segnato profondamente il suo percorso. Sottopelle diventa così un omaggio, un rito intimo di elaborazione del dolore, ma anche un’apertura verso l’altro: un invito ad abitare le proprie emozioni con coraggio, a riconoscere la vulnerabilità come forza generativa.

Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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