Arte e Cultura
"Partitura", l'omaggio di Toni Servillo a Enzo Moscato e la proiezione di "Rasoi" a Riccione
Se Toni Servillo ci offre sempre, in scena o sullo schermo, emozioni nuove e ciò che porta lo fa con una coscienza intellettuale ed un rigoroso studio, allora è vero che a Riccione, con "Partitura", Servillo ha fatto un dono prezioso, ricordando, ad un anno dalla morte, Enzo Moscato, il grande poeta della scrittura e della narrazione contemporanea, attore, autore, drammaturgo, regista, esponente di un teatro rivoluzionario che ha lasciato tanti segni e tante innovazioni, sperimentazioni nei linguaggi e nelle forme poetiche.
Quaranta anni sono trascorsi dalla storica affermazione di Enzo Moscato al Premio Riccione per il Teatro che, nel 1985, gli assegnò il riconoscimento per “Pièce noire”, primo testo in lingua napoletana a vincere in quattro decenni di concorso.
"Pièce noire" e "Partitura" non sono direttamente associati in un'unica opera con Toni Servillo, ma si riferiscono a due ambiti diversi: "Pièce noire" è un termine teatrale francese che indica un'opera drammatica, spesso cupa, mentre "Partitura" nel contesto di Servillo si lega alla sua intensa attività teatrale e cinematografica, come attore e regista, spesso lavorando su testi complessi, ma non c'è un'opera specifica intitolata "Partitura Servillo". Il termine evoca il suo lavoro di scrittura, interpretazione e costruzione di personaggi complessi, quasi una "partitura" recitativa, specialmente in collaborazioni come quelle con Paolo Sorrentino o nei suoi progetti teatrali.
Partitura, l’atto unico che Moscato scrisse per lui nel 1987 agli albori di Teatri Uniti, è il viaggio di Giacomo Leopardi nella Napoli dell’epoca, un viaggio del poeta a fine vita, immaginario, e ostile, nel ventre di Partenope.
Opera-simbolo del teatro poetico di Moscato, Partitura incarna la sua ricerca linguistica, la capacità di intrecciare lingue, epoche e registri diversi, e quella presenza scenica — insieme concreta e impalpabile — che lo rende figura cardine del cosiddetto "Rinascimento napoletano" degli anni ’80 e ’90.
Servillo, in una scena composta dal solo leggio, torna a teatro parlando ancora della sua città con le sue grandi virtù, la sua potenza emotiva ma anche con i tanti buchi neri che l'avvolgono come in un'immagine ferma senza il sonoro. E lo fa nella sua lingua, regalando una musicalità della voce ritmica e folkloristica talune volte, un silenzio riflessivo e pregnante altre.
La selezione dei brani fatta da Servillo per lo spettacolo è importante, perché lascia nuovamente le tracce di un passato che non va dimenticato. Le tradizioni culturali di una città, di una regione di una nazione fanno parte della sua identità e devono avere un canale privilegiato nella loro salvaguardia e diffusione perché in loro sono conservate le caratteristiche del popolo che rappresentano
Tornano alla memoria le note di regia che Moscato scrisse di Ritornanti recital da Spiritilli, Palummiello, Cartesiana (Positano Teatro Festival, 2020) che danno il senso del suo incedere nella scrittura drammaturgica.
"Ri-tornare, ri-percorrere, ri-sentire, ri-pronunciare, è, forse, l’atteggiamento che pratico di più, e più spesso, con le mie cose di teatro. Soprattutto all’ indomani della prima di un nuovo spettacolo, quando, magari, (e miracolosamente) mi sia riuscito di mettere a punto qualche significativa svolta, formale o tematica, lungo il mio, non sempre lineare, camminare drammaturgico: qualche nuova rottura, qualche nuovo azzardo, qualche inedito desiderio di “ferita” o salto, linguistici, nell’ ignoto vuoto dell’ “espressivo” .
La seconda serata di Servillo al PalaTurismo di Riccione è stata preceduta dalla proiezione di RASOI al Cinepalace di Riccione, presenti In sala Toni Servillo e Angelo Curti.
N Rasoi è nato, come spettacolo, dall’innesto del poemetto Litoranea e da alcune pagine di Partitura: diretto da Mario Martone e Toni Servillo ha debuttato al Teatro Valle di Roma nel 1991, divenendo presto lo spettacolo manifesto di Teatri Uniti,
Rasoi ha raccontato una Napoli capace di essere “mito e mondo” per approdare, nel 1993 , anche al cinema con la regia di Martone, presentato in anteprima mondiale al Festival di Taormina. Il film, recentemente restaurato dalla Cineteca di Bologna e presentato alla Festa del Cinema di Roma.
A Riccione un doppio appuntamento come atto d’amore per il Teatro e per la poesia, "la radice del futuro" da riprendere oggi, in tempi bui.
Le due serate, promosse dal Comune di Riccione e curate da Riccione Teatro nell’ambito del 58esimo Premio Riccione, hanno rappresentato non solo un omaggio, ma un vero atto d’amore di Toni Servillo alla città e a tutti noi.