L'incontro tra il Presidente della Giunta altoatesina Arno Kompatscher e del suo vice e assessore alla mobilità Daniel Alfreider con l’ad di Trenitalia «Orazio Iacono».

Per l'estensione del collegamento quotidiano tra Bolzano e Milano Centrale. Il treno Frecciarossa, per Roma e per Milano, va . Funziona, e  l’Alto Adige ne vuole sempre di più. Questo il senso dell’incontro che si è svolto  tra il Presidente della Giunta altoatesina Arno Kompatscher e del suo vice e assessore alla mobilità Daniel Alfreider con l’ad di Trenitalia «Orazio Iacono».
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 Il treno per Milano piace: 40mila auto in meno grazie al Frecciarossa, summit con Trenitalia per estenderlo

Il treno Frecciarossa, per Roma e per Milano, va .  Funziona, e  l’Alto Adige ne vuole sempre di più. Questo il senso dell’incontro che si è svolto  tra il Presidente della Giunta altoatesina Arno Kompatscher e del suo vice e assessore alla mobilità Daniel Alfreider con l’ad di Trenitalia «Orazio Iacono».

Quarantamila, secondo il Landeshauptmann, le auto da e per Milano tolte dall’autostrada grazie al collegamento quotidiano che parte da Bolzano alle 8:45 e arriva a Milano Centrale alle 11:45. «I treni diretti da Bolzano a Milano e Roma sono molto apprezzati dai cittadini e passeggeri – ha dichiarato  Daniel Alfreider -. L’amministratore delegato di Trenitalia, Orazio Iacono ha confermato  durante un colloquio con il presidente della Provincia a Bolzano che i collegamenti funzionano molto bene. Assieme Trenitalia  Bolzano lavora per ottimizzare collegamenti esistenti e pianificare nuovi progetti!».  Kompatscher ha confermato ulteriori novità che potranno riguardare  i possibili miglioramenti e le possibili espansioni dell’offerta su rotaia. Se la popolarità di queste tratte rimarrà tale, nel 2020  si prevedono  40.000 auto in meno a percorrere la tratta da e verso Milano. Ciò dimostra una volta in più il fatto di essere sulla buona strada e che i cittadini sono sempre contenti di poter usufruire di una buona offerta di trasporto pubblico».

A quale riflessione ci porta questa notizia?  Alla luce del tema riguardante l’ipotesi di percorso della Valdastico per il quale si parla di un preventivo di spesa  superiore ai   3 miliardi di Euro, non varrebbe  forse la pena il ragionare sul fatto che spendendo certamente  meno e meglio , in futuro si potrebbe attrezzare il Trentino con una vera rete di ferrovie di vallata funzionali al Trentino intero ed alle  città di Trento e di Rovereto?

E che questo  nuovo orizzonte ferroviario vada letto come il completamento naturale del grande progetto della Tunnel del Brennero e di parte della nuova ferrovia del Brennero?

Se il riattivato collegamento ferroviario diretto tra Bolzano e  Milano si dimostra capace di prevedere una riduzione della circolazione  di 40.000 vetture/anno  private sull’A22, ciò sta a significare che un “ corridoio ferroviario parallelo ad A 22 e  programmato a inoltrarsi nella direzione delle valli a vocazione turistica potrebbe portare ad una significativa riduzione del traffico automobilistico durante tutto l’anno ed in particolare nei periodi d stagione turistica.

Questo starebbe e dimostrare che spendendo meno di 3 miliari di Euro  il risultato che si potrebbe ottenere è un beneficio spalmato su un territorio ben più vasto della Valdastico , ossia l’intero Trentino ed allo stesso tempo permettendo di ridurre lungo tutto il percorso autostradale traffico, inquinamento, sinistri e rumore.

E se oggi la Valdastico non ha una vocazione turistica, il pensare per quella zona ad  un progetto ferroviario che collegasse Schio con Rovereto ed il Garda non potrebbe offrirle la possibilità di conoscere l’esperienza del turismo ?

Chiudiamo con una domanda che sa tanto di provocazione ma anche tanto di verità

Quando si parla di ferrovia, una simile proposta deve passare sotto le forche caudine. Nel nome della fantomatica teoria dei” costi e benefici”   un progetto ferroviario sia esso mero servizio o nuova infrastruttura viene sviscerato in ogni suo particolare alle ricerca di tutti i punti deboli.

Ma ciò non avviene per la progettazione delle strade ove la materia “ costi e benefici” non rientra nella prassi per volontà politica con il risultato che quello che dagli studi economici  dimostrano come insostenibile ( e la Valdastico fa parte di questa casistica) la politica miracolosamente “ riabilita” nel mondo della sostenibilità, mentre progetti meno costosi ma capaci di generare ricadute ben distribuite sul territorio devono  sottostare al giudizio irrazionale della non sostenibilità.

Se per l’idea di nuove strade   si agisse con il metodo di valutazione adottato  per la realizzazione di una nuova ferrovia, non vi sarebbe più nessuna difficoltà a dimostrare che l’era per la costruzione di strade è giunta da tempo al capolinea.

 

INFO:

 

Massimo Girardi

Presidente Associazione Transdolomites

Cell. 320.4039769

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Ufficio Stampa

Giancarlo Garoia
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