Hybris, lo spettacolo di Flavia Mastrella e Antonio Rezza al Teatro Bonci di Cesena

Uno spettacolo "in movimento" della coppia Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia
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Hybris, lo spettacolo di Flavia Mastrella e Antonio Rezza al Teatro Bonci di Cesena.


Hybris, uno spettacolo "in movimento" della coppia Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia, sia rispetto alla scenografia, sia rispetto ai cambiamenti che gli autori sperimentano dalla sua nascita, alcuni anni fa e, quando come affermano, era nato da un senso di vuoto nella società, accentuato e messo in maggiore evidenza dalla pandemia.

 A fronte di questa visione,  gli artisti scelgono di utilizzare un habitat teatrale realistico (e non più fantastico come nei loro lavori precedenti) rappresentato da una semplice PORTA, alta e stretta, che Rezza muove freneticamente per l'intero spettacolo come un'arma.
 La porta, seppure un misero strumento, decide chi sta dentro e chi sta fuori, chi conta (almeno in quel momento) e chi no: il simbolo della chiusura/apertura decisa dal potere.
Si tratta dunque di proporre alla riflessione un sistema di "prove tecniche di sottomissine", alle quali solo un genre umano sottomesso e attento solo ad un individuale, egoistico senso dell'essere, chiuso sul mondo reale.
 Umanità che, tuttavia, può riaprire quella porta e quella visione del mondo.
 
 In scena Antonio Rezza è un ciclone, nei gesti e nelle parole che muove freneticamente tutti i sette personaggi.

Nota degli Autori
 "Come si possono riempire le cose vuote? È possibile che il vuoto sia solo un punto di vista? La porta…perché solo così ci si allontana. Ognuno perde l’orientamento, la certezza di essere in un luogo, perde il suo regno così in terra e non in cielo. L’uomo fa il verso alla belva. Che lui stesso rappresenta. Senza rancore. La porta ha perso la stanza e il suo significato, apre sul nulla e chiude sul nulla.Divide quello che non c’è… intorno un ambiente asettico fatto di bagliori. L’essere è prigioniero del corpo, fascinato dall’onnipotenza della sua immagine trasforma il suo aspetto per raggiungere la bellezza immobile e silente che tanto gli è cara.

Le gabbie naturali imposte dal mondo legiferano della nascita, della crescita e della cultura, ma la morte è come al solito insabbiata; ai bambolotti queste cose sembrano inutili sofferenze, antiche volgarità. La porta attraversata dal corpo, che è di cervello e profondamente pigro, si trasforma in un portale nel vuoto; al bordo del precipizio si può immaginare un mondo alternativo..."
 (Flavia Mastrella e Antonio Rezza ).


HYBRIS

di Flavia Mastrella, Antonio Rezza

con Antonio Rezza
e con Ivan Bellavista, Manolo Muoio, Chiara Perrini, Enzo Di Norscia, Antonella Rizzo, Daniele Cavaioli
e con la partecipazione straordinaria di Maria Grazia Sughi
(mai) scritto da Antonio Rezza
habitat Flavia Mastrella
assistente alla creazione Massimo Camilli
luci e tecnica Alice Mollica
macchinista Andrea Zanarini
organizzazione generale Marta Gagliardi Stefania Saltarelli
produzione RezzaMastrella, La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello, Teatro di Sardegna
coproduzione Spoleto, Festival dei Due Mondi
ufficio stampa Chiara Crupi – Artinconnessione.

 

Ufficio Stampa

Giancarlo Garoia
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