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Uomo di mezzo e un check in nell’ombra

Uomo di mezzo. Eterno check in di Barbara Fabrizio (SBS Edizioni): un romanzo di soglie e metamorfosi, in un hotel che custodisce paure e ripartenze.
Roma, Latina, (informazione.news - comunicati stampa - editoria e media)

Uomo di mezzo. Eterno check in, pubblicato da SBS Edizioni, si apre con un’immagine di attrito e necessità: Barbara Fabrizio mette Carmen sotto l’acqua ghiacciata a spingere un martinetto, svitare bulloni, rimettere in moto. È un avvio che dichiara subito l’estetica del romanzo: le svolte accadono nella materia, non nelle dichiarazioni. La strada scende verso l’oscurità, il cartello di Rio Alto smette di orientare e l’hotel compare come riparo provvisorio che diventa, quasi senza avviso, dispositivo narrativo.

Dentro quell’architettura di corridoi e luci basse, l’accoglienza di Elías con il registro consumato ha il peso di un rito. Il nome scritto sulla riga non è solo un dato anagrafico: è un gesto che sposta l’identità. Alma Sol de los Rios occupa la stanza 06 e, con lei, entrano in scena vapore, unguenti, silenzi, una memoria che “allenta” sulla pelle. Il romanzo lavora su questa soglia continua tra ciò che è stato e ciò che potrebbe diventare, evitando spiegazioni frontali e scegliendo invece la persuasione delle cose.

L’arrivo di Marcos introduce un’altra linea di tensione: riconoscere un’auto, non trovare la donna che cerca, accettare una stanza e una cena tiepida di luce. La tempesta, la paella che profuma la camera, l’angolo bar e la reception come luoghi di micro-verifiche: Fabrizio costruisce la suspense con esitazioni minime e frasi trattenute, affidando ai dettagli—una tisana, un urlo che si placa, mani che tremano e smettono—il compito di rendere visibile ciò che i personaggi non dicono.

Il punto più riuscito sta nella “topografia di soglie” che il testo disegna: porte, lanterne, chiavi, registri, piatti, tessuti. L’hotel diventa una dogana, non solo un’ambientazione, e il tempo si misura in passi, non in chilometri. In questo senso, la narrazione resta aderente a corpi e oggetti con coerenza rara: ogni scelta nasce da un contatto, da una superficie, da una traccia lasciata o cancellata.

La presenza nella vetrina letteraria legata a Casa Sanremo Writers 2026 si innesta naturalmente su questa identità: Uomo di mezzo. Eterno check in è un romanzo sensoriale e teso, capace di trasformare un luogo di passaggio in una scena permanente, dove la paura non esplode: si deposita, e costringe a ripartire.

Uomo di mezzo. Eterno check in

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