Avviata la campagna “BASTA GRANDI OPERE”. Il CUORE TRICOLORE – Cittadini in Movimento invita il Governo RENZI e tutti i Parlamentari ad utilizzare quei fondi come CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO a favore dei TERREMOTATI e dei SENZATETTO

GRANDI OPERE FONTE INESAURIBILE DI GUAI E DISSANGUAMENTO DEI BILANCI PUBBLICI A FAVORE DEI SOLITI "MAGNA-MAGNA" Questa l'accusa laniata da "CUORE TRICOLORE – Cittadini in Movimento" dopo una sentenza del Tar che autorizza le Imprese a chiedere i danni in caso di revoca di un Projet approvato, blindato e tenuto in vita dai soliti Burocrati
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GRANDI OPERE FONTE INESAURIBILE DI GUAI E DISSANGUAMENTO DEI BILANCI PUBBLICI A FAVORE DEI SOLITI MAGNA-MAGNA Dopo una sentenza del Tar che autorizza le Imprese a chiedere i danni in caso di revoca di un Projet approvato, blindato e tenuto in vita dai soliti Burocrati, si agita lo spettro della BANCAROTTA per le REGIONI e lo STATO.

CUORE TRICOLORE – Cittadini in Movimento URLA il suo sdegno e lancia un APPELLO: Vogliamo la vera DIGNITA’ SOCIALE BASTA MEGA OPERE PUBBLICHE pensiamo invece a dare una CASA ai TERREMOTATI e a tutti i SENZA-TETTO che vivono ancora oggi sotto ad una tenda o in ricoveri di fortuna.....

Avviata quindi la campagna “BASTA GRANDI OPERE”. Il CUORE TRICOLORE – Cittadini in Movimento invita il Governo RENZI e tutti i Parlamentari ad utilizzare quei fondi come CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO a favore dei TERREMOTATI e dei SENZATETTO per avere finalmente la loro CASA ANTISISMICA, ECOLOGICA, DEFINITIVA e IMPIGNORABILE.

La Spada di Damocle del RISARCIMENTO DANNI da REVOCA dei PROJECT dopo aver fatto la gara d’appalti, pesa come un macigno in capo alla Pubblica Amministrazione, mentre i BUROCRATI BLINDANO i Progetti prorogando i termini per l’inizio lavori e i finanziamenti delle Mega Opere programmate e approvate negli anni (Tipico esempio il MOTORCITY del VENETO dove la Commissione Regionale V.I.A., ad unanimità dei presenti, ha espresso parere favorevole al rilascio della proroga della validità del giudizio favorevole di compatibilità ambientale sul progetto in esame per ulteriori 5 anni).

La notizia riportata sulle pagine del “MATTINO di Padova” conferma i timori di “CUORE TRICOLORE – CITTADINI IN MOVIMENTO” sul reale pericolo di default dei conti pubblici e del rischio infiltrazioni MAFIOSE negli APPALTI pubblici. “Troppi esempi e molte certezze provengono da anni di indagini, arresti, scoperta di malaffare, corruzione, tangenti e anche omicidi” afferma il portavoce del Movimento “Il Cittadino è stanco di questa gestione spudorata del BENE PUBBLICO e ora chiede TRAPARENZA, ONESTA’ e che si accantonino i Grandi Progetti utili solamente a finanziare Tecnici e Imprese amiche degli amici, Malavita Organizzata e BANCHE colluse e senza scrupoli che prima finanziano delle società cartiera, ne prendono in carico il debito per poi farsi RIFINANZIARE DALLO STATO per non FALLIRE”.

Fonte: (http: // mattino padova. gelocal. it/ regione/2016/10/23/news/zaia-blocca-i-project-di-galan-incubo-risarcimento-danni-1.14296371? ref=hfmppdbr-3)

Riportiamo un sunto dell’articolo sopra richiamato:
....... Una sentenza del Tar che dà ragione ad un gruppo di imprese impegnate in un progetto di finanza per una megaopera pubblica, l’autostrada molisana. I promotori veneti sono pronti a scatenare una serie di cause contro la giunta Zaia. Il ricorso milionario di Finanza & Progetti sul nuovo ospedale di Padova può essere solo l’inizio. Nel frattempo il primo round è andato alla Regione, ma resta sempre in piedi la richiesta di 153 milioni di euro come risarcimento danni. E’ il lascito della stagione Galan. ...........Tempo sei mesi e ha dovuto ricredersi: le grandi opere regionali affidate ai privati sono blindate. Hanno contratti capestro e penali feroci, accettate e sottoscritte dai predecessori di Zaia, beninteso, non da politici in trasferta dalla Svizzera. Con il risultato che se oggi metti un dito nell’ingranaggio te lo tagliano............... E’ la prima causa che va a sentenza in Italia, fanno sapere gli interessati. E’ vero che siamo al Tar ed è ancora possibile il ricorso al Consiglio di Stato. E’ vero anche che i particolari del caso Molise non sono gli stessi dei project veneti. Resta il fatto che si materializza il danno erariale tanto temuto da Luca Zaia, con diverse gradazioni a seconda del comportamento dell’ente. Viene “stangato” anche il silenzio, il tirare in lungo le procedure: tenere per anni il proponente senza risposta, configura responsabilità della mano pubblica.........
In concreto: se l’amministrazione revoca un project dopo aver fatto la gara, paga il 10% del valore dell’opera. Qui sono dolori. Se lo revoca prima della gara, dipende da come lo fa. Può aver chiesto al proponente integrazioni al progetto, studi, aggiornamenti, confronti e poi non fare la gara: in questo caso incorre in responsabilità precontrattuale e paga il danno relativo. Nel quale – attenzione – non deve essere compreso il costo della proposta, perché questo è un rischio che appartiene al promotore. Ma l’amministrazione può anche revocare il pubblico interesse senza aver chiesto nulla al promotore: in questo caso nulla gli è dovuto.........

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