LA SALUTE NON È NEGOZIABILE
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Un’interrogazione a riposta orale in commissione unitamente a una richiesta di audizione in presenza dei Sindaci dell’Appennino sono appena state inoltrate all’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna e alla Presidente Emma Petitti dal Consigliere Marco Mastacchi, Capogruppo di RETE CIVICA Progetto Emilia-Romagna a tema la riorganizzazione della Sanità, in particolare per quanto riguarda l’Appennino e gli ospedali minori.
Da tempo in Regione si sta attuando una politica sanitaria che allarma grandemente i cittadini per le conseguenze che, a causa anche della pandemia vissuta e ancora in corso, sono state evidenziate e amplificate. Si è assistito all’accentramento progressivo dei Servizi Sanitari nei grandi Istituti Ospedalieri e contestualmente al depauperamento degli ospedali minori in termini di risorse di ogni tipo quando non si è arrivati alla loro chiusura. Una situazione questa che chi vive in Appennino sperimenta sulla propria pelle in termini di disagi e disservizi maggiori che altrove ed è causa di allarme e preoccupazione. Si aggiungano tutte le disposizioni e i rallentamenti imposti dalla pandemia, con riduzione o sospensione di attività chirurgiche, visite o esami e riduzione di posti letto.
A Vergato la popolazione si è vista sospendere diversi servizi ospedalieri, la chirurgia oculistica trasferita a Porretta Terme (il collegamento è assicurato da una strada non certo scorrevole) e il Pronto Soccorso attivato solo 12h su 24h, come se rivolgersi a tale servizio implicasse delle possibilità di scelta in fatto di orari da parte di chi ne ha bisogno.
In aggiunta a tutto ciò si rimane disorientati di fronte a messaggi discordanti. Com’è possibile promuovere il sostegno alle famiglie e il ripopolamento dell’Appennino e delle aree abbandonate con stanziamenti anche consistenti e a fondo perduto (https://www.regione.emilia-romagna.it/notizie/2020/maggio/montagna-prima-casa-giovani-coppie-famiglie-singoli-under-40-da-regione-fino-a-30mila-euro-per-acquisto-o-ristrutturazione ) e nello stesso tempo ridurre quando non eliminare i servizi essenziali e più importanti quali gli ospedali e i punti nascita?
Di più, si sostiene un’azione politica mirata ad attrarre i giovani in Appennino, dimenticandosi di una popolazione residente per la maggior parte anziana e in progressivo invecchiamento che necessiterebbe di servizi più capillari e prossimi e non di disagi aggiuntivi in un’area che per sua natura e conformazione non può essere coperta efficacemente da un servizio di trasporti pubblico (per quanto efficiente sia quello della nostra Regione).
Un ulteriore argomento è che la salute proprio a causa dell’emergenza COVID19 è diventata una delle maggiori preoccupazioni della popolazione, non solo per il timore di una necessità in prima persona dei servizi sanitari, ma anche per il fatto che la concentrazione in città-ospedale aumenta a dismisura i rischi di contagio e moltiplica le difficoltà per evitarli, come si è già ampiamente evidenziato negli scorsi mesi.
La Giunta con il suo programma di Mandato 2020-2025 si è impegnata a rafforzare e rendere capillare la medicina del territorio affinché i cittadini possano avere risposte ai loro bisogni sanitari a domicilio oppure nelle strutture più vicine, omogeneizzando il livello di assistenza sanitaria e riequilibrando la disponibilità dei servizi tra i grandi centri abitati e le aree periferiche e montane, allo scopo di superare le disparità e di garantire l’assistenza sanitaria di prossimità a tutte le persone e a tutte le comunità. Viene dunque invitata a mantenere gli impegni presi e a far seguire fatti concreti a quanto promesso, dando indicazioni precise di tempi e modi di riapertura di servizi, ospedali, punti nascita e Pronto Soccorsi, in particolare a Vergato, senza dimenticare l’aiuto strategico delle realtà convenzionate, come ad esempio la “Casa di cura Nobili” a Castiglione dei Pepoli. Risorse dovrebbero essere attivate per motivare non solo il ripopolamento dell’Appennino ma anche il “ripopolamento” lavorativo in ambito sanitario (molti bandi vanno deserti). Le due cose sono strettamente connesse e una azione politica efficace dovrebbe essere a 360 gradi e i diversi interventi in accordo fra loro e non in opposizione. Crisi è anche opportunità e quella offerta da questa emergenza non andrebbe sprecata. C’è l’opportunità per rivendicare anche a livello nazionale un ruolo attivo nelle scelte per l’utilizzo dei fondi comunitari che sono stati concessi dall’Unione Europea presentando in tempo utile progetti per garantire concretamente investimenti e valorizzare il nostro Appennino.
Le questioni sul tappeto sono importanti:
- La riapertura dei centri ospedalieri pre-covid, del Pronto Soccorso di Vergato 24h, dell’oculistica e della medicina generale sempre a Vergato, del punto nascita di Porretta, i servizi delle “Case della Salute” nell’intero Appennino nonché la revisione dell’erogazione delle visite specialistiche nei distretti collinari/montani (più del 65% delle prestazioni necessarie a cittadini di Loiano e Monghidoro sono state erogate fuori dal distretto di San Lazzaro);
- l’ampliamento/apertura anche ad altre prestazioni specialistiche quali Fisiatria, Urologia e Cardiologia che consentirebbero un’assistenza più in linea con la reale situazione demografica della popolazione.
A dare voce davanti alla Giunta agli abitanti dell’Appennino saranno i loro primi cittadini, i Sindaci di Vergato, Alto Reno Terme, Castiglione dei Pepoli, Monghidoro, Loiano e il Presidente del Distretto Socio Sanitario dell’Appennino bolognese.
Ufficio Stampa
Letizia Rostagno
Ufficio Stampa Consigliere Regionale Marco Mastacchi (Leggi tutti i comunicati)
(Bologna) Italia
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