Al POP UP Cinema Arlecchino di Bologna "Retratos fantasmas" di Kleber Mendonça Filho
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I grandi cinema del centro di Recife, città brasiliana capitale dello Stato del Pernambuco, luogo di una lunga storia e di vita di personaggi come Dom Heldèr Camara, Arcivescovo cattolico, al centro del docu-film "Retratos fantasmas" di Kleber Mendonça Filho, al PoP Up Cinema Arlecchino di Bologna.
Il film, presentato a #Cannes76 Scéances spéciales, racconta, in particolare, di Recife e del cinema, come indissolubilmente legati, come atto di riappropriazione della città a partire dalle sue immagini e dai suoi ricordi cinematografici, dai depositi di immense copie di film, dalla visione di foto dei tempi e di immagini, accompagnate dalle note di "Happy End" di Tom Zè
La storia si svolge tra il Cinema Veneza, i due ponti e il Cinema São Luiz, nel cuore della città. partendo da una vecchia foto in bianco e nero di Recife, una veduta dall’alto del quartiere di Setúbal, a pochi metri dall’Oceano.

Una straordinaria canzone accompagna il viaggio nella storia, "Quanto E' Bom Envelhecer"dell'Orchestra Nelson Ferreira, e poi le immagini di apertura di Aquarius, dove le note di Hoje di Taiguara si distendevano sulla lunga spiaggia di Boa Viagem.
Il documentario inizia poco dopo quel film del 2016, a ribadire come l’urgenza del cinema di Kleber Mendonça sia definire una prospettiva pernambucana sul Brasile, sui luoghi e la loro storia. E di portare avanti una riflessione urbanistica al tempo stesso sentimentale e politica, dove la sensibilità soggettiva riscrive la fisionomia della città, secondo le coordinate delle inclinazioni, dei ricordi, dei desideri, delle nostalgie.
Del resto “la città è di chi la abita”, diceva Ugo La Pietra, e perciò ognuno ne ridisegna le mappa lungo gli itinerari dei propri spostamenti. Ma quello che qui compie Kleber Mendonça Filho è, più precisamente, un lavoro sull’immagine della città. Cioè sul rapporto tra lo spazio e le immagini che ne testimoniano le evoluzioni e le derive nel corso decenni. Ma anche sulle immagini che abitano i luoghi, che li attraversano, che nutrono le visioni collettive o riemergono dal tremolio delle proiezioni personali.
Oggi, in questa zona della città troviamo abitazioni di grandi dimensioni ed un sito archeologico che rivela aspetti ormai perduti della vita nella società, la musica di Herb Alpert ("Rise") ci accompagna, alla fine, in questo viaggio di Ritratti Fantasma e di personaggi scomparsi.
Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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