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Arte e Cultura

"Pas moi" di Diana Anselmo a Santarcangelo Festival 2025

Un messaggio di ricerca di verità, di diritti, ancora una volta da 55 anni del Festival, per chi ha mente e cuore di ascoltare
Bologna, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura)

"Pas moi" di Diana Anselmo a Santarcangelo Festival 2025: una performance di lettura che analizza le origini dei primi dispositivi tecnici per la creazione, la trasmissione e la registrazione di suoni dal punto di vista delle persone sorde.

 Molte di queste conquiste furono sviluppate con intenti audistici ed eugenetici: essere sordi era considerato una malattia da curare, anziché essere riconosciuto come un'identità culturale. Ad esempio, nel XIX secolo furono inventati dispositivi per la registrazione del linguaggio da utilizzare nel contesto della cosiddetta logopedia come strumento di rieducazione involontaria. L'udito poteva ora essere misurato e rappresentato tecnicamente, come un oggetto fatto di dati e numeri, da cui si poteva ricavare una "norma" apparente.

Diana Anselmo illumina le storie delle origini di queste tecnologie, in uso ancora oggi. Cosa succederebbe se le concepissimo da un punto di partenza diverso? Oltre i deficit, più avanti, in un altro futuro.

 Ma poi, invece, dove si può arrivare se un altro è il punto di partenza? Fuori dalle logiche del denaro, al di là della mancanza di udito, più in là, e più lontano ancora, come Ludwig van Beethoven che compose la sua Nona Sinfonia quando era totalmente sordo.

La Nona sinfonia, eseguita per la prima volta a Vienna il 7 maggio 1824 e, ufficialmente la direzione dell’orchestra fu affidata a Michael Umlauf, anche se Beethoven condivise il palcoscenico con lui. Si racconta che il grande compositore cercò di riprodurre il contenuto espressivo della musica compiendo dei gesti selvaggi, agitandosi con le mani e con i piedi.

 E così si agitano e comunicano i tre giovani performers, Diana Anselmo, Daniel Bongioanni, Antonio Dominelli, coinvolgendoci in questa ricerca di verità, spinti dalla forte dramaturgia di Piersandra di Matteo.

Altro che "messaggio divisivo che non può essere finanziato con denaro pubblico" (Senatrice Beatriz Colombo, FdI), ma messaggio universale, ancora una volta e da 55 anni di Santarcangelo Festival, per chi ha ancora cuore e mente per coglierlo.

Diana Anselmo

1997, Palermo, artista visiva, performer e autrice Queer (lui) e Sorda, attivista.

Attraverso la sua ricerca, rielabora e intreccia documenti d'archivio storici, immaginari legati al proprio corpo e simbolismo semantico-visivo per fare della cultura sorda un campo di ricerca estetica. In tutti gli ambiti in cui si muove – arti performative, arti visive, attivismo – è presente l'intenzione di mettere in discussione i sistemi uditivi di discriminazione, i regimi di auralità imposti dal mondo udente e le tecniche di medicalizzazione che hanno alimentato forme di controllo sul corpo sordo.

Anselmo si è esibita ed esposto in istituzioni nazionali e internazionali tra cui a Roma al MAXXI , Goethe Institut, Short Theatre; a Torino alla Fondazione Rebaudengo, a Torinodanza festival, Exposed Festival, CAMERA; a Milano alla Triennale, DANAE Festival, BASE; MART, Rovereto ; Scuola Piccola Zattere, Venezia; Edinburgh Fringe Festival; Riksteatern Crea Stoccolma; International Visual Theatre Paris e Istituto Italiano di Cultura di Parigi; Centre d'Art Contemporain, Ginevra ; Culturgest, Lisbona; Synergeio Performing Arts Center, Cipro; Theaterformen, Hannover.

Di recente, la sua mostra personale alla Galleria Eugenia Delfini Anselmo è stata recensita su Artforum e questa estate/autunno presenterà la sua ultima performance Pas Moi al Santracangelo Festival e al 57° convegno annuale del CIMAM.

 Il suo precedente lavoro, “Je Vous Aime” è una indagine sulla relazione tra il pre-cinema e la storia di oppressione della comunità Sorda. La ricerca attraversava lo scenario di fine XIX secolo, un periodo storico governato dai campi della psicologia medica, dell’antropologia evoluzionistica e della patologizzazione dei corpi non normativi. 

Pas moi

Concetto, performance e visuals Diana Anselmo

Performers Diana Anselmo, Daniel Bongioanni, Antonio Dominelli

Sound, Composizione Antonio Dominelli

Testo della Canottaggio Paddy Ladd

Dramaturgia Piersandra di Matteo

Coaching Ricerca e Performance Materiale Sa'a Asenti

Produttore Esecutivo Chiasma

Foto Katrin Ribbe

In coproduzione con la Scuola Piccola Zattere, Festival Theaterformen, Gessnerallee Zàrich, Fuorimargine Centro di Produzione di Danza e Arti Performative della Sardegna e Danae Festival.

Pas Moi è supportato dalla rete R.O.M (Residencies On the Move) al Reykjavik Dance Festival su invito del Festival di Santarcangelo. R.O.M è supportato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Europa Creativa, Conseil des arts de Montréal e Conseil des art et des lettres du Québec; realizzato con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Oslo, dell’Istituto Italiano di Cultura di Berlino e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

 

Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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