LITTLE SINNER di Daro Hansen & Thomas Papapetros (Danimarca 2026 ) anteprima a Biografilm con i registi e gli studenti del progetto educativo ZaLab/ Nuovo Cinema Coraggioso

Il viaggio interiore di una donna siriana costretta a confrontarsi con il trauma della fuga da Damasco e con le ferite ancora aperte della guerra.
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Ancona, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura)

LITTLE SINNER di Daro Hansen & Thomas Papapetros (Danimarca 2026 ) anteprima a Biografilm

 Little Sinner al Cinema Lumière  di Bologna, con la presenza dei registi Daro Hansen e Thomas Papapetros, e i giovani studenti del progetto educativo ZaLab Nuovo Cinema Coraggioso, evento conclusivo.

Nuovo Cinema Coraggioso "Racconti sul reale per capire il presente", è un progetto nazionale di educazione all’immagine che porta il cinema del reale nelle scuole, coinvolgendo studenti e docenti in un percorso attivo di scoperta e dibattito.

Attraverso un catalogo di opere audiovisive di vario genere (cortometraggi, fiction, animazione e documentari), laboratori e incontri, i ragazzi esplorano temi sociali attuali, sviluppano senso critico e diventano promotori culturali. Un’esperienza che unisce cinema, educazione civica e partecipazione, trasformando lo schermo in uno strumento di comprensione del prese.

 Prima del film vengono proiettati alcuni corti delle scuole aderenti al progetto (Imola, Chieti...).

 "Little sinner" è il viaggio interiore di una donna siriana costretta a confrontarsi con il trauma della fuga da Damasco e con le ferite ancora aperte della guerra.

Da giovane, Daro si innamora perdutamente di Toke, uno studente danese in scambio culturale nella sua amata città natale, Damasco. Ma quando l'onore della sua famiglia viene minacciato, accetta un fidanzamento di convenienza con un uomo siriano. Una relazione che si trasforma in un violento matrimonio forzato. Con l'aiuto di Toke, Daro riesce a fuggire nella speranza di lasciarsi alle spalle l'incubo e iniziare una nuova vita in Danimarca.
 
Ma anche al sicuro, il passato proietta lunghe ombre. Quando la guerra civile siriana scoppia nel 2011, i traumi repressi di Daro riemergono. Attratta dalla crescente crisi dei rifugiati, si reca in Libano e in Grecia per aiutare gli altri. Suo marito e la sicurezza del suo nuovo paese si allontanano sempre di più, mentre lei sprofonda sempre più nel dolore da cui ha cercato di fuggire.
 
Attraverso 20 anni di materiale d'archivio personale, "Little Sinner" rivela la consapevolezza finale di Daro che, per guarire, deve affrontare il passato.

Anche sua madre porta con sé profondi traumi della propria infanzia, ma a differenza di lei, non riesce a liberarsene.

Un  racconto denso di umanità, in un mondo cupo.

Daro Hansen a Bologna commenta del film. che ha avuto la sua prima mondiale il 15 marzo scorso, nella sezione principale del Copenhagen International Documentary Film Festivar: "Ho usato la telecamera come terapia".

Attingendo a un vasto archivio di materiale personale girato in Siria, Danimarca, Libano e Grecia, ciò che è iniziato come frammenti di documentazione si è gradualmente trasformato in un ritratto intimo della sua lotta per affrontare un passato traumatico segnato da un matrimonio forzato, dal tradimento familiare e dall'esilio.

Ma la ferita più profonda non era solo la violenza in sé, ma il momento in cui sua madre non era riuscita a proteggerla e l'aveva rimandata dal marito violento che lei chiama "il mostro".

Questa consapevolezza costituisce il nucleo emotivo di "Little Sinner".

«Incontrare queste persone, la loro forza, il loro modo di continuare a vivere mi ha profondamente colpito», afferma parlando del suo lavoro con i rifugiati. «Nelle loro storie ho riconosciuto la mia, ma anche qualcosa che non avevo ancora osato vedere. Mi è diventato chiaro che in realtà stavo facendo l'opposto di loro: mentre loro osavano rimanere nel dolore, parlarne e superarlo, io fuggivo dal mio».

"Il messaggio semplice che spero le persone colgano da questo film, è che trovino la loro via più breve per tornare a se stesse "

Ufficio Stampa

Giancarlo Garoia
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