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A Pesaro, nella Sala della Repubblica del Teatro Rossini, il cantiere aperto della residenza di creazione de "Il numero esatto", regia di Martina Badiluzzi, drammaturgia di Fabio Pisano

Mentre il mondo brucia e la guerra dei confini umilia, ancora oggi le vite delle persone, c’è una figlia, la protagonista di questa storia, che con estrema lucidità cerca e poi trova se stessa in tutte le madri che hanno intersecato la sua crescita per diventare adulta. Un progetto nell'ambito di RAM Residenze Artistiche Marchigiane, progetto nato dalla volontà della Regione Marche
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A Pesaro, nella Sala della Repubblica del Teatro Rossini, la residenza di creazione  de "Il numero esatto", regia di Martina Badiluzzi e drammaturgia di Fabio Pisano, nell'ambito di RAM Residenze Artistiche Marchigiane, progetto nato dalla volontà della Regione Marche che lo ha finanziato con il MiC ed attuato da AMAT con il Comune di Pesaro.


Il numero esatto - testo pubblicato nella collana teatrale bettiana, per Bulzoni editore, risultato finalista della 57^ edizione del Premio Riccione per il Teatro, vincitore del Premio Ugo Betti per la drammaturgia, nel 2024 - è una sorta di viaggio di Alice nel mistero via via più fitto della propria nascita.

«I fatti di cronaca che hanno ispirato la scrittura de Il numero esatto – racconta Martina Badiluzzi - sono la questione da cui cominciare. La storia in sé si presta alla più becera moralizzazione, in campo ci sono argomenti spinosi per la nostra opinione pubblica. La gestazione per altri, la maternità surrogata, l’utero in affitto sono modi per parlare della stessa cosa e quando si parla “dei bambini” è facile cadere nella tentazione di avere un’opinione semplicistica. La genitorialità soprattutto quando riguarda una donna è questione pubblica più che privata. Questa drammaturgia riflette, in maniera cruda e delicata insieme, su cosa significhi per una donna essere centro del dibattito pubblico in quanto madre e le conseguenze estreme di questo senso del dovere».

«Il numero esatto – prosegue Fabio Pisano - è una drammaturgia scritta a partire da un fatto di cronaca realmente accaduto; racconta di Alice, che a vent’anni apprende di non essere figlia di sua madre; Alice a vent’anni apprende di essere figlia biologica di una donna, di essere stata partorita da una gestante e cresciuta per il primo anno di vita, da una tata; Alice a vent’anni si sente in un pozzo; ha bisogno di sentire le voci, le voci delle donne che hanno a che fare con la sua nascita; ma la ricerca si scontra con una donna senza desideri e soprattutto con la guerra, la guerra che ha invaso - poco dopo la sua nascita - la città in cui è nata e che sarà decisiva, nella sua ricerca. E saranno decisive oci di ogni donna, voci che non le faranno capire nient’altro che s’è sempre figlie di qualcuno. O di qualcosa».

Al termine della residenza, la compagnia ha aperto le porte della creazione al pubblico con cantiere aperto per Il numero esatto e con le protagoniste della piàce sedute attorno al tavolo.

Cos’è una madre? Chi è una madre? Perché essere madre mentre il mondo brucia?

 Mentre il mondo brucia e la guerra dei confini umilia, ancora oggi le vite delle persone, c’è una figlia, la protagonista di questa storia, che con estrema lucidità cerca e poi trova se stessa in tutte le madri che hanno intersecato la sua crescita per diventare adulta.

 È così liberatorio il personaggio di Alice, è bello immaginare una protagonista che non pretende ma ascolta, che non giudica ma capisce, che evolve naturalmente verso un’analisi limpida del suo mondo, che sceglie l’amore o forse, ancora meglio, l’affetto un sentimento così radicale da spazzare le opinioni degli altri.

Un progetto di Liberaimago,

produzione Teatro di Napoli

drammaturgia di Fabio Pisano

regia di Martina Badiluzzi

Con  Alessandra Borgia, Francesca Borriero, Anna Carpaneto, Federica Carruba Toscano, Giulia Weber

Foto di Mauro Casadei MACA

Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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