A Riccione, Villa Franceschi, inaugurata la mostra fotografica "Pianosequenza" di Adolfo Franzò, alla presenza del fotografo ed in occasione della rassegna Cinè in Città.
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Domenica 28 giugno 2026 a Riccione, Villa Franceschi. inaugurata la mostra fotografica Pianosequenza di Adolfo Franzò, alla presenza del fotografo ed in occasione della rassegna Cinè in Città.
La mostra resterà visibile fino al 30 agosto 2026.
Attraverso circa 40 opere dedicate a grandi volti del cinema italiano e internazionale e dello spettacolo, la mostra reinterpreta in chiave fotografica il linguaggio cinematografico del piano sequenza il momento nel quale le immagini smettono di scorrere sullo schermo e scelgono di fermarsi. Un istante sospeso in cui il tempo rallenta, lo sguardo si posa e il cinema ritrova la propria memoria dal 28 giugno al 30 agosto, anche in concomitanza con Ciné – Giornate di Cinema (30/6-3/7).
Negli eleganti spazi della Villa Franceschi le immagini che trasformano la fotografia in un flusso silenzioso, reinterpretando, appunto, il piano sequenza cinematografico attraverso la fissità, della fotografia e dello sguardo.
Pianosequenza nasce dall’incontro fra due linguaggi che da sempre si cercano e si rincorrono: il cinema e la fotografia. Se il primo vive nel fluire della visione e nel movimento del tempo, la seconda concentra la propria forza nell’istante, nel dettaglio, nell’attimo che resiste. È proprio in questo dialogo fra immobilità e movimento che prende vita il progetto di Franzò, che procede come una lunga inquadratura ideale: “Con questa mostra ho voluto creare con le mie fotografie delle singolari opere originali, aggiungendo loro un movimento, una fluidità, una scorrevolezza, per richiamare così la sequenzialità cinematografica, per quanto illusoria, di un piano sequenza”, spiega il fotografo.
Tornano alla mente anche le parole dello stesso Franzò alla apertura della sua mostra fotografica sempre a Riccione, Villa Mussolini, nel lontano 2014:

"Dal punto di vista tecnico ed emotivo, ogni singola immagine ha naturalmente dietro di sé ricordi differenti, legati soprattutto al rapporto di fiducia che si è istintivamente creato con ogni attore durante gli scatti. Trovarsi davanti ad una macchina fotografica non è come stare davanti alla cinepresa; chi ha reagito con il piacere di non indossare una maschera, chi in modo più formale interpretando, chi ha mostrato la propria timidezza, chi ha ostentato vanità, chi ha sdrammatizzato con ironia, chi si è divertito a posare… anche le reazioni inaspettate sono state interessanti e mi hanno dato una piacevole sensazione di complicità.
Credo e spero di aver colto in ognuno degli attori ritratti la loro più essenziale istintività nel posare davanti al mio obiettivo, cercando di rappresentarla nel miglior modo possibile magari catturando un semplice sguardo, un’improvvisata postura, un sottinteso movimento della testa, una barba trascurata, una luce giocata ad arte".
Losviluppo fotografico anima e dà mobilità alla fissità del soggetto e questo vale singolarmente e collettivamente per gli artisti ritratti, da Robert De Niro (la famosa fotografia scattata durante un iconico servizio di backstage) a Matthew McConaughey, da Susan Sarandon a Nicole Kidman, Helen Mirren. E poi Willem Dafoe, Colin Farrell, Bernardo Bertolucci (pubblicata su Repubblica alla scomparsa del grande regista), Pierfrancesco Favino, Paolo Sorrentino, Carlo Verdone, Paola Cortellesi, Toni Servillo, Giancarlo Giannini, Pino Daniele, Massimo Troisi, Fiorello e Zucchero.
Comprendiamo che la narrazione continua, nella foto ed oltre..
Orari di apertura: dal 28 giugno all’11 luglio, tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 18 alle 24; dal 12 luglio al 30 agosto, dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e dal venerdì alla domenica dalle 20 alle 24.
In un programma ricco di incontri e proiezioni, quello di Ciné 2026, sarà tuttavia la lunga sequenza di sguardi raccolta da Franzò a restituire forse l’immagine più intensa di questa edizione: un cinema che, per una volta, smette di muoversi sullo schermo per continuare a vivere nel silenzio della fotografia, nell’attimo trattenuto di un volto, nella memoria luminosa di uno sguardo.
Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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