Art.1 MDP Abruzzo: “Una terapia d’urto per cambiare passo e unire la coalizione su un vero programma di fine mandato”
Il documento di Art.1 Mdp Abruzzo: prioritaria definizione di un vero programma di fine mandato capace di ricostruire l’unità della maggioranza eletta nel 2014.
La crisi nella maggioranza della Regione Abruzzo può essere affrontata soltanto con una forte e netta discontinuità rispetto al passato sia nel modello gestionale sia nella scelta delle priorità di governo, rimettendo finalmente al centro della discussione la Politica intesa come risposta reale, con fatti concreti e non con promesse, alle criticità rilevate sui temi della sanità, del lavoro, del sociale, dei trasporti, della ricostruzione delle zone terremotate. Non serve "tirare a campare", serve cogliere il segnale che il 4 marzo con forza gli abruzzesi ci hanno dato con il loro voto, e mettere al centro delle azioni di governo gli interessi delle classi sociali e dei territori che più hanno pagato la crisi degli ultimi anni. Solo in questo caso ha senso continuare il confronto col PD e con il resto della coalizione per verificare le necessarie condivisioni sulle questioni di merito e di metodo nel governo regionale. Serve un radicale cambio di passo che renda chiaramente visibili le risposte che la maggioranza è in grado di mettere in campo sul tema delle politiche attive del lavoro e della disoccupazione giovanile, sui superticket e sulle liste di attesa nella sanità, sui fondi per il sociale (con una più decisa attenzione alle fasce più deboli della società abruzzese a partire dal sostegno alle famiglie, alle persone disabili, agli anziani, al diritto allo studio e alle misure per la lotta alla povertà), sui bandi per il contributo per il pagamento del canone di locazione ad uso abitativo prima casa, sulla accelerazione delle pratiche per ricostruzione delle zone terremotate, sull’approvazione, entro la fine della legislatura, delle misure per la messa in sicurezza dell’ambiente. Dobbiamo, in questa fase, oltre a riconoscere gli errori commessi, rafforzare l’impegno per stare al fianco dei lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro nelle tante crisi della nostra regione, e schierarci senza ambiguità e sostenere con forza le battaglie che le popolazioni abruzzesi hanno messo in campo, nella Valle Peligna come nel bacino del Lago di Bomba, contro i progetti della SNAM o della CMI che mirano a trasformare l’Abruzzo in una hub del gas. A queste condizioni non solo è possibile qualificare l’azione di governo ma anche cominciare a ricostruire un rapporto tra il centro sinistra e le classi sociali che hanno subito più duramente i colpi della crisi, rapporto che negli ultimi anni si è pericolosamente sfilacciato.
Per Art. 1 MDP resta prioritaria insomma la definizione di un vero programma di fine mandato capace di ricostruire l’unità della maggioranza eletta nel 2014. Solo dopo si può eventualmente discutere di un rimpasto di giunta.
Vogliamo inoltre ricordare al Pd che i rapporti tra forze politiche passano anche attraverso la reciproca lealtà ed il reciproco rispetto non solo nel Governo regionale ma anche nelle amministrazioni locali condivise e, nello specifico, riteniamo imprescindibile la cessazione immediata delle costanti fibrillazioni che il Partito Democratico arreca all’amministrazione comunale di Giulianova portando quotidianamente il confronto politico al punto di rottura, in maniera del tutto inaccettabile e delle cui conseguenze se ne assumerà la responsabilità anche a livello regionale.
Documento Articolo 1 Movimento Democratico Progressista / LeU Abruzzo