Il mito della caverna da Platone ai nostri giorni

Cambiamo il tipo di linguaggio da antico a moderno e il gioco è fatto: il "Mito della Caverna" di Platone è di un'attualità sconcertante, oltre che inquietante. Rileggerlo fa venire alla mente la celebre frase "tutto cambia per non cambiare".
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Siamo nella realtà virtuale, nel cyber-spazio, il "metaverso" è intorno a noi ... ma le parole di Platone risuonano ancora, forti più che mai. Cosa fare quindi? Come tentare, quantomeno, ad avvicinare le giovani mente ormai plagiate alla conoscenza classica, agli avvertimenti che risuonano incessanti da 2000 anni?

Ci ho provato con un fumetto. Platone in un fumetto? Si ed è anche un fumetto piuttosto semplice, quasi banale, in forma ridotta perchè, come direbbe il personaggio del grande quanto censurato Daniele Luttazzi "per adattarlo alle vostre capacità mentali".

Senza offesa, capacità mentali ridotte - al lumicino - proprio da quelle forme di comunicazioni imprescindibili che mettono la capacità di pensiero in un angolino ad assorbire terabyte di nulla. 

Tutti vittime quindi - compreso chi vi sta scrivendo - di un sistema che ambisce a controllare tutto. Un sistema tecnologico, un sistema dove l.A. regna sovrana come in Matrix

Ma anche un sistema vecchio come il cucco, sicuramente risalente ai tempi di Platone o anche prima. In buona sostanza cambiano i meccanismi, gli strumenti, ma la sostanza è sempre quella: inganno, finzione, paura.

Come andrà a finire? Bene (forse), non lo so.

Ma un buon inizio sarebbe leggere il fumetto e fare le debite considerazioni. 

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