Editoria e Media
Donna nuda
Tanto muta era l’anima da negarmi la percezione di ogni realtà fisica, la scoperta dell’erba irritante mi fu da apripista nell’indagine del mio sopore indotto dal fiume sporco nel quale ero annegata.
Gli istanti incastrati nelle ore dei giorni che mi sono passati addosso non mi hanno fatto molto male, il male tangibile, il dolore fisico. No, hanno disegnato solchi nei quali sono cresciuti disegni, non cose, disegni.
Solo l’anima è stata in grado di vedere, ha seguito i ritmi giorno-notte, lavoro-riposo. Solo l’anima. Fui per un periodo indefinibile nel tempo dell’anima, e fu più potente del percorso umano della vita. Visitai zone sconosciute e rivisitai tutta la mia esistenza come nel lungo flash che vive l’uomo nell’atto del passaggio da vita a morte, ma lo feci da viva. Vissi la morte nell’ultimo cunicolo che ci separa dalla vita e tornai indietro dopo aver intravisto la luce.
La rubai la luce, come scia di un abito da sposa la portai con me, attorno a me, nel percorso di vita che ancora non avevo vissuto...
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