Editoria e Media
La poesia e la musica di Fratel Severino Pellizzon: “Oltre, verso la fioritura di luce”
Prof. Banchi, lei ha dato un titolo al suo intervento, vero?
Sì, e sono proprio le parole con cui ho iniziato e concluso il mio intervento: “Oltre, verso la fioritura della luce”. Credo che sia proprio questa la cifra che sintetizza la mirabile opera di Fratel Pellizon, che riesce a mettere insieme un rapporto autentico tra parola poetica, musica e preghiera. In realtà non solo questo. Infatti il suo carisma è messo anche e soprattutto a servizio della formazione dei giovani e di tutti coloro che vogliono darsi risposte al senso della vita.
Nel presentare l'autore che taglio ha dato alla sua relazione ?
Vista la presenza di autorevoli relatori nei vari campi della cultura, ho preferito rimanere nel mio ambito filosofico, con incursioni teologiche. Sono partito dal cuore tematico dell'ispirazione dell'autore: la Sacra Scrittura, in particolare i Salmi: “nulla è fuori dell'amore”. Ho richiamato la grande tradizione di Hildegard di Bingen, che, in pieno medioevo, partendo dalla sua formula “microcosmo in macrocosmo”, ha fatto dell'armonia universale il centro della rigenerazione insieme umana e cosmica. Non dimentichiamoci che Hildegard, dall'alto della sua cultura monastica ed enciclopedica, ha composto anche l'indimenticabile “musica celestiale”, compendio all'ennesima potenza della sua tesi spirituale e teologica.
Ed ha trovato assonanze con la poetica di Severino Pellizzon ?
Assonanze indubbie, pur nella diversità dei tempi. Penso ad uno dei temi-chiave della sua poetica: “niente è fuori dell'amore”. La stessa grande ricetta, direi di ogni tempo, per salvare l'umanità nei momenti più cupi o di disillusione, quasi di resa. Quando la poesia coglie questa regola universale, arriva contemporaneamente alla stessa matrice della bellezza. Suono della parola e musica procedono così all'unisono.
Da quanto dice, il poeta ha un posto speciale nella gerarchia culturale dell'età contemporanea...
Proprio così. Ho citato a proposito un'illuminante frase di uno dei più grandi intellettuali cattolici del Novecento francese: Jean Guitton. Ecco cosa scrive:”Al di là dell'animale c'è l'uomo, ma al di là dell'uomo c'è il poeta. Solo al di là di questo c'è il Santo”. Gli occhi del poeta sono lo strumento privilegiato per farci intravedere il mistero profondo della vita, a maggior ragione se arricchisce la parola con la musica. E' quindi, come ho detto all'inizio, un andare oltre, verso la via, su fioriture di luce.