La cultura dell’accessibilità all’arte sui media internazionali: il Museo Tattile Statale Omero di Ancona entra nei racconti di numerose testate americane come il Washington Post
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L’Italia e la cultura dell’accessibilità all’arte sui media internazionali
L’Italia e la cultura dell’accessibilità all’arte sui media internazionali
La cultura dell’accessibilità all’arte, e con essa il Museo Tattile Statale Omero, entrano nei racconti di numerose testate americane come il Washington Post, l’emittente televisiva ABC News e il National post canadese.
Questo grazie ad un ampio servizio dall’Associated Press, a cura di Alessandra Tarantino e Andrew Medichini, che attraverso un prezioso lavoro fotografico e video hanno dato voce e visibilità a una nuova idea di cultura che sta crescendo in Italia, più sensoriale e inclusiva, con un approfondimento sul rapporto arte e cecità.
L’articolo riporta le parole di Aldo Grassini, fondatore del pioneristico museo tattile di Ancona, accanto alle visite multisensoriali dell'Associazione Radici nella città di Roma e le esperienze inclusive di Firenze e Pompei.
In alcune fotografie, scattate al buio con lunga esposizione, si rende evidente il processo di formazione di un’immagine tattile in una persona non vedente grazie all’utilizzo di una piccola luce sulle dita di Stefania Terrè, visitatrice cieca impegnata nell’esplorazione tattile della testa del David e della Pietà di Michelangelo, riproduzioni presenti al Museo Omero
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Questo grazie ad un ampio servizio dall’Associated Press, a cura di Alessandra Tarantino e Andrew Medichini, che attraverso un prezioso lavoro fotografico e video hanno dato voce e visibilità a una nuova idea di cultura che sta crescendo in Italia, più sensoriale e inclusiva, con un approfondimento sul rapporto arte e cecità.
L’articolo riporta le parole di Aldo Grassini, fondatore del pioneristico museo tattile di Ancona, accanto alle visite multisensoriali dell'Associazione Radici nella città di Roma e le esperienze inclusive di Firenze e Pompei.
In alcune foto, scattate al buio con lunga esposizione, si rende evidente il processo di formazione di un’immagine tattile in una persona non vedente grazie all’utilizzo di una piccola luce sulle dita di Stefania Terrè, visitatrice cieca impegnata nell’esplorazione tattile della testa del David e della Pietà di Michelangelo, riproduzioni presenti al Museo Omero
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Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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