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Marocco: Gli effetti dello slancio del riconoscimento internazionale del Sahara marocchino

Il Piano di Autonomia presentato dal Marocco è considerato l'unica base per la risoluzione della controversia regionale sul Sahara Marocchino. Questo piano prevede un alto livello di autogoverno per le regioni del Sahara, pur mantenendo l'unità territoriale del Marocco.
Verona, (informazione.news - comunicati stampa - politica e istituzioni)

Con il crescente riconoscimento internazionale della marocchinità del Sahara e il sostegno all'iniziativa di autonomia come soluzione realistica e pratica a un conflitto che dura da decenni, l'attenzione si sposta sull'impatto di questi sviluppi sull'equilibrio di potere all'interno delle Nazioni Unite e del Consiglio di Sicurezza.

Questo notevole cambiamento nelle posizioni internazionali solleva molti interrogativi tra gli osservatori e gli esperti. Ci si chiede in particolare come questo crescente supporto influenzerà la posizione delle parti in conflitto e la possibilità di un reale progresso a breve termine verso una soluzione definitiva di questa spinosa questione, soprattutto considerando il peso di Paesi come Francia e Stati Uniti d'America, che sostengono la posizione marocchina.

Negli ultimi anni, un numero crescente di paesi ha riconosciuto la sovranità marocchina sul Sahara, seguendo l'esempio degli Stati Uniti. Questo crescente riconoscimento internazionale ha notevolmente rafforzato la posizione diplomatica del Marocco, anche nell'ambito delle Nazioni Unite.

Il Piano di Autonomia presentato dal Marocco è considerato l'unica base per la risoluzione della controversia regionale sul Sahara Marocchino. Questo piano prevede un alto livello di autogoverno per le regioni del Sahara, pur mantenendo l'unità territoriale del Marocco.

Parallelamente, il governo marocchino ha avviato diversi progetti di sviluppo nelle regioni meridionali, inclusi importanti investimenti infrastrutturali. Questi progetti, che rientrano in un modello di sviluppo socio-economico, mirano a migliorare le condizioni di vita dei cittadini marocchini del sud, attraendo investimenti sia pubblici che privati. Questa realtà si contrappone alla situazione dei Saharawi che, alcuni loro malgrado, rimangono nei campi profughi di Tindouf, in Algeria.

Mentre alcune parti regionali cercano di prolungare il conflitto artificiale nel Sahara marocchino per indebolire il Regno del Marocco ormai un attore geopolitico chiave nella regione, gli indicatori e le dinamiche positive a livello internazionale suggeriscono un cambiamento fondamentale nel modo in cui il dossier viene trattato all'interno delle Nazioni Unite, su più fronti.

Il  04 luglio 2025 a Rabat, la Repubblica di Liberia, che sarà un nuovo membro non permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a partire dal 2026, ha ribadito il suo sostegno all'integrità territoriale e alla sovranità del Marocco su tutto il suo territorio, inclusa la regione del Sahara.

Questa posizione è stata espressa durante un briefing con la stampa dalla Capo della diplomazia liberiana, Sara Beysolow Nyanti, a seguito di un incontro con il Ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini Residenti all'Estero, Nasser Bourita. Nyanti ha sottolineato che la Liberia manterrà questa posizione anche nel suo ruolo all'interno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Non solo la Liberia ma anche la Guatemala e il Ecuador hanno accolto ultimamente con favore il crescente consenso internazionale e lo slancio generato dal Sovrano marocchino a sostegno del piano di autonomia. I Capi della diplomazia di questi paesi hanno ribadito il sostegno "pieno e totale" del loro Paese agli sforzi del Marocco per porre fine a quello che ha definito un "conflitto artificiale" del Sahara.

Questi Paesi hanno considerato l’iniziativa di autonomia proposta dal Marocco nel 2007 come l’unica base seria, credibile e realistica per raggiungere un accordo definitivo sulla questione del Sahara marocchina.

Va ricordato che anche il governo dell'Ecuador ha deciso di sospendere il riconoscimento, risalente al 1983, della RASD (Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi), guidata dal Polisario. 

La maggior parte dei Paesi del mondo sostiene l'iniziativa marocchina come l'unica base per una soluzione politica duratura, pragmatica e reciprocamente accettabile, nel pieno rispetto dell'integrità territoriale e della sovranità nazionale del Regno del Marocco non solo in Europa ma anche in Africa e America oltre ai paesi arabi.

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