Così Rocco Tiso, fondatore e portavoce nazionale del Movimento culturale Euromò.

Euromò condanna l'immobilismo europeo di fronte alla crisi di Ceuta, criticando l'assenza di strategie umanitarie coordinate. Il movimento chiede corridoi umanitari e controlli effettivi, denunciando calcoli politici che sacrificano vite umane e valori dell'UE.
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Di fronte ai drammatici eventi che continuano a consumarsi lungo i confini dell'Unione Europea, a partire dalla gravissima crisi di Ceuta, Euromò esprime la più ferma condanna nei confronti dell'immobilismo e del cinismo politico che stanno caratterizzando la gestione migratoria comunitaria. Non è più tollerabile assistere alla macabra e fredda indifferenza di chi aveva il dovere giuridico, politico e morale di prevenire questa catastrofe e che, ancora oggi, si dimostra incapace di porre fine a un'emergenza in pieno svolgimento. Mentre i governi si arroccano in scontri diplomatici e sospensioni unilaterali del trattato di Schengen, la totale assenza di una strategia umanitaria e di sicurezza coordinata sta smantellando i valori fondanti della stessa Unione Europea.

Le istituzioni che avrebbero dovuto evitare questo scenario stanno invece legittimando un modello basato sul rinvio delle decisioni e sulla retorica elettorale, scaricando il peso delle frontiere e delle vite umane sulla gestione emergenziale. Euromò chiede un'inversione di rotta immediata: l'abbandono delle logiche di puro calcolo politico e l'attivazione di corridoi umanitari e di controllo effettivo, per fermare una vergogna che ferisce al cuore la credibilità dell'Europa”.

Così Rocco Tiso, fondatore e portavoce nazionale del Movimento culturale Euromò.

Ufficio Stampa

Marco Montini
 Giornalista (Leggi tutti i comunicati)
Roma
montinipress@gmail.con

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