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Antonello De Pierro a cuore aperto su Claudia Conte e il "vizio" del gossip italiano

Il presidente dell'Italia dei Diritti-De Pierro difende il merito intellettuale della scrittrice e attacca frontalmente la politica della distrazione: "Mentre il Paese affonda tra liste d'attesa e degrado, l'opinione pubblica si appassiona ai buchi della serratura. Il talento della Conte è documentato da anni, non nasce oggi al Viminale"
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Roma - In un momento in cui la cronaca politica sembra essersi trasformata in un rotocalco di cronaca rosa, abbiamo incontrato Antonello De Pierro, figura storica del giornalismo d'impegno e leader del movimento Italia dei Diritti-De Pierro. Lo scopo non è alimentare il chiacchiericcio sul ministro Matteo Piantedosi, tema su cui De Pierro mantiene una linea di rigoroso distacco, ma analizzare la figura di Claudia Conte attraverso gli occhi di chi ne ha sostenuto il talento quando i riflettori del potere nazionale erano ancora lontani. Ripercorrendo l'evento di via Bissolati. in cui fu presentato il libro "Il vino e le rose", e analizzando le piaghe sociali che affliggono l'Italia, De Pierro ci offre una lezione di civismo e coerenza, smontando la narrazione del "favoritismo" a colpi di fatti e memoria storica.

Presidente De Pierro, partiamo dall'attualità. Alcune settimane fa le giornate sono state dominate dalla polemica su Claudia Conte e il ministro Piantedosi. Qual è la Sua prima riflessione a riguardo?

"Guardi, la mia riflessione prescinde dal caso specifico per abbracciare un malessere sistemico. In Italia abbiamo assistito all'ennesima replica di un copione già visto: il 'sexy-gate' come arma di distrazione di massa. È diventato ormai un automatismo: quando non si sa come attaccare un esponente istituzionale sul piano dell'operato, o quando si vuole nascondere l'inefficienza generale, si punta al gossip. È accaduto con Berlusconi, accade oggi. Ma la cosa che più mi amareggia non è tanto la strategia politica, quanto la risposta del cosiddetto 'popolino', che sembra quasi drogato da queste dinamiche scandalistiche."

Lei però Claudia Conte la conosce bene professionalmente. Molti sembrano scoprire oggi le sue doti di comunicatrice...

"Esatto, ed è qui che casca l'asino. Chi parla oggi di 'ascesa fulminea' o di 'favoritismi dell'ultima ora' dimostra una memoria cortissima o una malafede evidente. Io ho sostenuto Claudia Conte anni fa, quando presentò il suo saggio-romanzo 'Il vino e le rose' presso la sede di Banca Generali in via Bissolati. Ero lì in veste di giornalista e presidente dell'Italia dei Diritti-De Pierro proprio perché il nostro movimento ha nel Dna il sostegno a ogni iniziativa culturale e intellettuale che consideriamo meritevole. E Claudia lo era. Esprimemmo un giudizio eccellente su di lei allora e lo confermo oggi."

Ci racconti di quell'evento di via Bissolati. Lei appare in molte foto con lei, con Elisabetta Pellini e Laura Squizzato...

"Fu un evento di altissimo profilo, orchestrato magistralmente da Andrea Petrangeli. C'era il meglio della Roma che pensa. Ricordo bene l'atmosfera: non era una sfilata di vanità, ma un dibattito serio sull'eterna sfida tra il bene e il male, temi centrali nel libro di Claudia. Ricordo le foto con Claudia, una ragazza solare ma di una profondità rara, quelle con l'attrice Elisabetta Pellini e con Laura Squizzato, una delle gemelle Rai che moderava con grande brio. Sullo sfondo si muoveva Saverio Vallone, c'erano magistrati come Roberto D’Alessandro, politici come l’On. Antonio Paris. Se Claudia Conte fosse stata una 'meteora del gossip', non avrebbe avuto quel parterre. C'erano persone come Giuseppe Lepore, Giorgio Meneschincheri, Pascal Schembri... una rete di protezione intellettuale che non si compra con un tweet."

Lei insiste molto sul fatto che quel sostegno fosse legato al merito. Perché è così importante sottolinearlo oggi?

"Perché oggi si tenta di ridurre tutto a una frequentazione col Viminale. Ma se una scrittrice viene sostenuta dall'Italia dei Diritti, da un magistrato, da figure storiche del cinema come Francesco Apolloni o Francesca Valtorta, significa che ha una base solida. Il mio sostegno a Claudia è sempre stato legato alla sua capacità di declinare temi complessi in un linguaggio accessibile. Dire che è arrivata dove si trova 'per grazia ricevuta' è un'offesa alla sua storia professionale che io, come testimone diretto, non posso accettare."

Tuttavia, lei ha dichiarato di voler evitare di esprimersi sulla vicenda specifica Piantedosi. Perché questa scelta?

"Perché la vita privata è sacra e perché, come ho detto, è la via più facile per non parlare dei problemi veri. Non mi interessa chi frequenta chi a cena. Mi interessa se il ministro dell'Interno garantisce la sicurezza nelle nostre città. Mi interessa se i diritti dei cittadini sono calpestati. Esprimermi sul gossip significherebbe cadere nella trappola che io stesso denuncio."

Veniamo allora ai "problemi veri". Lei ha stilato un elenco impietoso delle carenze che il gossip nasconde. Da dove iniziamo?

"Iniziamo dalla salute, che è il diritto primario. È accettabile che nel 2026 ci siano liste d'attesa bibliche per una tac o una visita oncologica? La gente muore di burocrazia e malasanità, ma i giornali aprono sulle foto dei ministri a cena. Vogliamo parlare dei trasporti? Treni lumaca, bus che non passano, una mobilità che umilia i lavoratori. Eppure il popolo preferisce discutere di Claudia Conte piuttosto che scendere in piazza per una manutenzione stradale inesistente che causa morti ogni giorno. La sicurezza stradale è un'emergenza nazionale, così come la sicurezza sul lavoro. Le morti bianche sono un bollettino di guerra, ma non fanno 'share' come un sexy-gate."

Lei cita anche le discariche abusive e l'inquinamento ambientale. L'Italia dei Diritti-De Pierro è molto attivo su questo fronte

"Assolutamente. Abbiamo territori devastati da discariche abusive e inquinamento criminale. Ma spiegare ai cittadini le conseguenze dei reati ambientali è difficile, richiede impegno. È molto più gratificante, per la morbosità del popolino, spiare dal buco della serratura del potere. Questa è la vera malagiustizia: un Paese che processa le intenzioni sentimentali ma lascia impuniti chi avvelena l'aria e l'acqua."

Quindi Lei vede un nesso tra l'esaltazione dello scandalo e il decadimento dei servizi pubblici?

"Certo. È una proporzione inversa: più sale l'attenzione sul gossip, più scende il controllo dei cittadini sull'operato degli eletti. Se io tengo impegnata l'opinione pubblica con la vita privata di un ministro, quel ministro (o chi per lui) non dovrà rispondere del precariato, della mancanza di asili nido o della gestione fallimentare dei rifiuti. La 'morbosità esasperata' è il miglior alleato della cattiva amministrazione."

Tornando a Claudia Conte, Lei pensa che questa polemica danneggerà la sua carriera?

"Claudia è una donna forte e ha una struttura intellettuale che le permetterà di superare questo fango. Anzi, paradossalmente, questa attenzione morbosa sta facendo emergere per contrasto la sua resilienza. Io continuerò a guardare ai suoi libri, alle sue pièce, al suo impegno per la legalità. L'Italia dei Diritti sostiene il valore, non la convenienza. Spero solo che gli italiani capiscano che mentre si distraggono con queste storie, qualcuno sta rubando loro il futuro attraverso disservizi che nessuno denuncia più con la dovuta forza."

Un'ultima domanda, presidente. Qual è il suo auspicio per il dibattito pubblico dei prossimi mesi?

"Spero in un ritorno alla realtà. Vorrei vedere le opposizioni fare interrogazioni parlamentari sulle liste d'attesa negli ospedali con la stessa foga con cui le fanno su una giornalista. Vorrei vedere i cittadini indignarsi per un treno soppresso o per una discarica abusiva sotto casa con la stessa energia che mettono nei commenti sui social contro Piantedosi o la Conte. Finché saremo un popolo di guardoni e non di cittadini consapevoli, saremo destinati a subire una politica dell'immagine invece di una politica dei diritti."

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