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Transdolomites presenta la Conferenza pubblica “Ferrovia Avisio: Riflessioni sulle opportunità da non perdere per il rinnovamento" a San Giovanni di Fassa (TN)

Dallo studio di fattibilità ad una visione locale e transnazionale dei trasporti. Martedì 26 novembre 2024 ore 20,30, Aula Magna della Scuola Ladina di Fassa.
Bologna, (informazione.news - comunicati stampa - servizi)

 “Ferrovia Avisio: Riflessioni sulle opportunità da non perdere per il rinnovamento". Dallo studio di fattibilità ad una visione locale e transnazionale dei trasporti “ è il titolo della serata pubblica che Transdolomites organizza a

Sèn Jan de Fascia -San Giovanni di Fassa 26 novembre 2024 ore 20,30, Aula Magna della Scuola Ladina di Fassa.

 

Nell’Unione Europea così come in tutto il mondo la ferrovia sta vivendo una grande rinascita.

Questa evoluzione riguarda anche varie regioni anche d’Italia.

La Provincia autonoma di Trento e Rete Ferroviaria Italiana (RFI S.p.A) nel giugno 2024  sono giunte alla definizione del Protocollo d’intesa che si è concretizzato con il conferimento dell’incarico a RFI per l’esecuzione dello  studio preliminare per la progettazione ferroviaria del “treno dell’Avisio”. Oltre a rappresentare un evento storico per le valli di Cembra, di Fiemme e di Fassa, la prospettiva dello studio di fattibilità non può che indurre Transdolomites a compiere un salto di qualità nella promozione dell’attività convegnistica e di studio portando il tema del confronto anche nelle valli.

A nord delle Valli dell’Avisio procede la costruzione della Galleria ferroviaria di base del Brennero che si prevede veda transitare i treni nel 2032. Da quella data su quel  tratto di linea ferroviaria, nel tempo di viaggio di 5 ore graviteranno 100 milioni di residenti. Dal nord delle Alpi i tempi di raggiungibilità della nostra regione saranno sensibilmente ridotti. Ad es. da Innsbruck a Franzensfeste /Fortezza in 25 minuti, a fronte degli attuali 80 minuti da Monaco-München dalle attuali 4h alle 2,5, da Vienna-Wien dalle attuali 6h alle 5h da Berlino-Berlin dalle attuali 13 h alle 6h e da Parigi-Paris dalle attuali 14h alle 7 h. A ciò corrisponderà un previsto incremento di viaggiatori che per turismo-lavoro-studio sceglieranno il treno per gli spostamenti. Questo scenario con i nuovi tempi di viaggio andrà a “sbattere” nel collo di bottiglia che è rappresentato dalla necessità di proseguire il viaggio dalle stazioni ferroviarie Alta Velocità  di Bolzano e Trento verso le destinazioni turistiche dolomitiche.  Il trasferimento avviene su gomma con i mezzi pubblici ma tempi di viaggio sono  “ fuori scala “ se facciamo il confronto tra i  km /tempo  che si percorrono allo stesso tempo in treno.

Altro punto critico è l’offerta di mobilità pubblica di adduzione alle valli che non è in grado di soddisfare l’attuale domanda di mobilità e men che meno lo potrà fare in futuro.

Questa situazione non farà altro che aumentare il divario tra le popolazioni che risiedono nella  Valle dell’Adige le quali troveranno crescenti benefici nella  crescente offerta di servizi di mobilità pubblica mentre i  territori di montagna che rappresentano la maggior parte dei territori del Sudtirolo e Trentino verranno gradualmente  emarginati nel percorso storico in atto.

In sintesi queste periferie saranno destinate ad sempre più periferie.

La costruzione delle ferrovie di vallata, si pensi alla Ferrovia Avisio, non ha solo lo scopo di ridurre il divario di opportunità tra pianura e montagna ma promuovere una vera e propria riorganizzazione del territorio e una rimodulazione della qualità dell’offerta turistica in linea con quanto avviene nell’Unione Europea e resto del mondo.

Non si tratta  solo di ragionare di  raggiungibilità tra città e paesi in treno ma costruire scenari di nuova mobilità impensabili  in assenza di ferrovia.

Si pensi alla vicina Val Pusteria che con il Ski Pustertaler Express con lo slogan “ dai binari alle piste” ha promosso una nuova dimensione dello sci. Un esempio che va ricordato in Trentino con la Ferrovia Trento-Mezzana alla stazione di Marileva.

Invece di restare nell’ambito di comprensori sciistici a sé stanti siamo capaci di immaginare un unico comprensorio che dalla città di Trento si espanda alla montagna unito dalla ferrovia finalmente nella possibilità di spostarsi senza utilizzare l’automobile? Siamo disposti ad immaginare in estate ed in inverno una mattina che si possa vivere in una certa zona delle Dolomiti di Fassa e pomeriggio in Fiemme o Val di Cembra potendosi spostare in treno? Pusteria, Valli del Noce sono esempi di grande valore da questo punto di vista

Possono le Dolomiti rinunciare a raccogliere questa sfida?

Le valli delle Dolomiti possono ambire ad una formula turistica maggiormente adatta al valore del  loro ambiente aumentando la durata della permanenza degli ospiti, promuovendo  gli arrivi senza auto, riducendo la costruzione di nuove strade e utilizzando al meglio gli impianti di risalita attuali ?

Alla progettazione di nuove strade e impianti di risalita possiamo progettare una nuova era, quella delle ferrovie di arroccamento che sull’esempio svizzero permettono di portare in quota i treni panoramici creando un’emozione unica e non replicabile quale è il panorama dolomitico?

Abbiamo la consapevolezza del potenziale che potrebbe offrire il turismo di vicinato, ad es. il mercato dell’Unione Europea che nel raggio di alcune centinaia di chilometri senza viaggio aereo sarebbe messo nelle condizioni di raggiungere le Dolomiti senza auto trovando nelle località di montagna efficienti servizi di mobilità pubblica?

Ambizioni che in assenza di ferrovia rischiano di essere solo sogni ma nella realtà sono il prezzo che nelle Dolomiti da decenni si paga  in modo salato all’assenza di ferrovia.

 

 

Obiettivo della serata è coinvolgere le comunità locali non per dire sì o no alla ferrovia ma  costruire assieme un percorso informativo legato  opportunità che si potrebbero generare in  presenza di  ferrovia nelle Valli dell’Avisio e ragionare dal punto di vista economico, ambientale, sociale sul  prezzo che si paga nel non avere ferrovia.

Presenteremo  la realtà della Val Pusteria ove è vincente il servizio di intermodalità tra ferrovia e impianti a fune, le opportunità legate alla card di mobilità per utilizzo dei mezzi pubblici, l’esperienza svizzera legata alla ferrovia e agli impianti a fune e a come in Svizzera di possono programmare i flussi turistici. Importante il collegamento da remoto  con Amsterdam (NL)  dove gli studi costi-benefici ferroviari vengono prodotti con una serie di analisi che raramente si svolgono in Italia.

Al programma allegato si aggiungerà la presenza del Consorzio Mobilità della Val Pusteria e dunque momento di confronto tra buone  pratiche per semplificare il viaggio di residenti e turisti che utilizzano i mezzi pubblici

 

Imprenditori e società civile sono invitati ad assistere e partecipare attivamente alla serata perché sul tavolo non è il futuro di Transdolomites ma delle valli.

INFO

Massimo Girardi, Presidente di Transdolomites

Cell. 320.4039769

Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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