L'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano in prima linea nella ricerca sui tumori gastrointestinali

Dal contributo ai grandi trial internazionali allo sviluppo di studi accademici indipendenti, l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano rafforza il proprio ruolo nella ricerca sui tumori gastrointestinali, favorendo l’introduzione di terapie innovative e di strategie sempre più mirate, capaci di incidere concretamente sulla pratica clinica e sulle prospettive di cura.
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Milano, (informazione.news - comunicati stampa - salute e benessere)

Progressi significativi nella cura dei tumori gastrointestinali stanno aprendo scenari fino a pochi anni fa difficilmente immaginabili. In questo quadro, la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano si conferma tra i protagonisti della ricerca clinica internazionale, contribuendo allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche per alcune delle neoplasie più complesse, come il tumore del pancreas, del colon-retto e dello stomaco. Al centro di questo impegno, come emerso nel corso dell’ultima edizione dell’Annual Meeting di ASCO, American Society of Clinical Oncology, si colloca l’attività della Struttura di Oncologia Gastrointestinale guidata dal Dott. Filippo Pietrantonio, impegnata nella progettazione e conduzione di studi clinici e programmi di ricerca traslazionale che stanno contribuendo a ridefinire gli standard di cura.

Tumore del pancreas, una svolta attesa da anni - Uno dei segnali più rilevanti riguarda il tumore del pancreas avanzato, da sempre tra le patologie oncologiche più difficili da trattare. Nuovi dati provenienti dai principali studi clinici internazionali indicano per la prima volta un miglioramento sostanziale degli esiti terapeutici, con risultati che segnano un cambio di passo rispetto alle opzioni disponibili fino a oggi. «Quest’anno abbiamo visto evidenze che possono incidere concretamente sulla pratica clinica», sottolinea Filippo Pietrantonio. «Nel tumore del pancreas, in particolare, stiamo assistendo a un avanzamento che fino a poco tempo fa sembrava difficilmente raggiungibile. È un primo passo, ma è un passo decisivo». Il contributo dell’INT a questi studi si inserisce in una strategia più ampia di partecipazione attiva ai grandi trial internazionali, con un ruolo crescente nella selezione dei pazienti e nella conduzione delle sperimentazioni.

Colon-retto, verso una medicina sempre più personalizzata - Accanto al pancreas, importanti progressi riguardano il tumore del colon-retto, dove la ricerca sta orientando sempre più le scelte terapeutiche sulla base delle caratteristiche biologiche della malattia. Particolare rilievo assumono i risultati nei sottogruppi a prognosi più sfavorevole, come le forme con mutazione BRAF, per le quali nuove combinazioni tra chemioterapia e terapie mirate stanno modificando in modo significativo l’evoluzione della malattia, riducendo il rischio di morte e migliorando il controllo clinico. «L’obiettivo è ridurre progressivamente le differenze di esito tra i diversi pazienti», osserva Pietrantonio. «Oggi, grazie alla profilazione molecolare, siamo in grado di costruire percorsi terapeutici sempre più mirati e potenzialmente più efficaci». In questa direzione si inserisce anche l’attività di ricerca indipendente promossa dall’Istituto, con studi accademici e multicentrici sviluppati all’interno di reti collaborative, tra cui la Fondazione GONO GI. Progetti come CHIMERA, dedicato alle forme HER2-positive di tumore del colon-retto, rappresentano un esempio concreto della capacità dell’INT di contribuire allo sviluppo di nuove opzioni terapeutiche.

Nuove prospettive nei tumori gastroesofagei - Ulteriori segnali di progresso emergono anche nell’ambito dei tumori dello stomaco e dell’area gastroesofagea, dove l’introduzione di nuovi farmaci biologici e anticorpi monoclonali sta contribuendo a migliorare gli esiti nei pazienti con malattia avanzata. Si tratta di un’evoluzione significativa in un ambito in cui, fino a tempi recenti, le opzioni terapeutiche erano limitate e con benefici relativamente contenuti. Anche in questo caso, la partecipazione dell’Istituto ai principali studi internazionali conferma il ruolo attivo nella generazione di nuove evidenze cliniche.

Dalla ricerca ai pazienti, il valore di un impegno continuativo - Il contributo dell’Istituto Nazionale dei Tumori non si limita alla partecipazione ai trial internazionali, ma si estende alla produzione di conoscenza clinica e traslazionale, alla formazione delle nuove generazioni di oncologi e alla costruzione di una rete di ricerca capace di integrare assistenza e innovazione. «Stiamo entrando in una fase nuova», conclude Pietrantonio. «Molte delle innovazioni che oggi riguardano pazienti già trattati potrebbero, in prospettiva, essere anticipate a stadi più precoci della malattia, con un impatto ancora maggiore. Per questo è fondamentale continuare a investire nella ricerca e garantire un accesso sempre più rapido alle nuove terapie». Per i pazienti, questo significa poter accedere a studi clinici avanzati e a percorsi di cura sempre più personalizzati, contribuendo allo sviluppo di trattamenti che stanno progressivamente ridefinendo il futuro dell’oncologia gastrointestinale.

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