La Kremerata Baltica, diretta dal fondatore Gidon Kremer, con Pauline van der Restil violino, per il concerto d’apertura della 15ª edizione del Festival Dolomites

25 Agosto 205, nel Gustav-Mahler-Saal di Dobbiaco/ Toblach. Suoni magici e atmosfera festosa all’apertura del Festival Dolomites. Dobbiaco, Il Festival Dolomites ha inaugurato la sua 15ª edizione con un concerto d’apertura di straordinaria intensità nel Gustav-Mahler-Saal di Dobbiaco, gremito in ogni ordine di posti.
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Suoni magici e atmosfera festosa all’apertura del Festival Dolomites

Dobbiaco, Il Festival Dolomites ha inaugurato la sua 15ª edizione con un concerto d’apertura di straordinaria intensità nel Gustav-Mahler-Saal di Dobbiaco, gremito in ogni ordine di posti.

Protagonista della serata è stata la Kremerata Baltica, diretta dal suo fondatore Gidon Kremer, insieme alla giovane e talentuosa violinista Pauline van der Rest. Il programma ha saputo creare ponti fra epoche e linguaggi: dalle profondità spirituali di Bach al lirismo meditativo di Arvo Pärt, fino a riletture contemporanee della Winterreise di Schubert.

Già la Chaconne di Bach, proposta in una versione per violino e archi curata da Kremer stesso, ha catturato il pubblico con la sua forza drammatica e la sua dimensione quasi trascendente. Con Tabula Rasa di Pärt, il dialogo fra Kremer e van der Rest – tra esperienza e freschezza – ha regalato momenti di energia vibrante e silenzi sospesi che hanno emozionato la sala.

La seconda parte ha offerto una Winterreise “altra”, arricchita da pagine di Raminta Šerkšnytė, Victor Kissine e Leonid Desyatnikov, in cui la memoria di Schubert riaffiorava come eco lontana, tra fragilità, slanci espressivi e malinconia lirica. A chiudere la serata, le musiche di Mieczysław Weinberg e Dmitri Šostakovič hanno portato leggerezza e ironia, fino ai ritmi travolgenti della Jazz Suite. Un finale in brillante vivacità, salutato da applausi scroscianti e standing ovation.

Le parole del presidente

Nel suo saluto, il presidente del Festival Christian Gartner ha sottolineato l’importanza del traguardo raggiunto:

«Non celebriamo soltanto l’inizio di una nuova edizione – celebriamo 15 anni di Festival Dolomites. Ciò che è nato come una visione si è trasformato in un progetto culturale vivo, fatto di passione, incontri e momenti indimenticabili. Senza l’entusiasmo e la fedeltà del pubblico, tutto questo non sarebbe stato possibile.»

Guardando al futuro, Gartner ha ribadito la volontà di «restare curiosi, coraggiosi e aperti al nuovo, continuando a creare spazi per una musica che sappia toccare».

La serata si è conclusa in un clima di festa presso l’Alma Bar del Guesthouse, dove musicisti, organizzatori e pubblico hanno brindato insieme con un calice di Festival Dolomites-Wein ai 15 anni di un progetto che unisce arte, incontro e gioia di vivere.

Ufficio Stampa

Giancarlo Garoia
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