Fiere ed Eventi
8° Festival della Cultura Rom e Sinti: Isernia celebra identità, arte e tradizione
Il 22 febbraio 2026, alle ore 17:00, l’Auditorium di Isernia ospiterà l’8° Festival della Cultura Rom e Sinti, un appuntamento ormai consolidato che ogni anno porta sul palco musica, moda, arte e testimonianze della comunità rom e sinta italiana ed estera. L’ingresso è libero, a conferma della volontà degli organizzatori di rendere l’evento accessibile a tutta la cittadinanza.
L’edizione 2026 si distingue per un programma ricco e variegato. Tra i momenti più attesi spicca la sfilata di moda della stilista Sara Cetty, che porterà in passerella abiti ispirati alla tradizione rom rivisitata in chiave contemporanea.
La serata sarà animata da Pierluigi Di Felice, mentre la conduzione è affidata a Antonella Gatta e Rossella D’Orsi, volti noti delle iniziative culturali locali.
Sul palco saliranno gli ospiti Giuseppe Sarachello e Alessandra Florio, figure di riferimento nel panorama artistico e culturale legato alle comunità Rom e Sinte.
La competizione musicale vedrà la partecipazione di numerosi artisti:
Stan Daniela Lucica, Gina, Jonatan de Roma, Maria Di Silvio, Giusè Barbetta, Esmeralda Gipsy, Alex Di Rocco, Umberto Di Rosa.
Un insieme di voci e stili che rappresentano la ricchezza espressiva di una cultura spesso raccontata solo attraverso stereotipi, ma che in realtà custodisce una tradizione musicale profonda e vibrante. Il festival è promosso da Rom In Progress con il patrocinio del Comune di Isernia, della Provincia di Isernia e di numerose realtà associative e commerciali locali. La presenza di tanti partner testimonia un crescente interesse verso iniziative che favoriscono inclusione, dialogo e conoscenza reciproca.
L’8° Festival della Cultura Rom e Sinti non è solo uno spettacolo, ma un’occasione per avvicinarsi a una tradizione viva, fatta di musica, arte, moda e storie familiari tramandate nel tempo. Un invito a superare pregiudizi e a scoprire la bellezza di una cultura che continua a rinnovarsi senza perdere le proprie radici.