Stagione di Prosa 2026/2027: il Teatro Duse di Bologna tra classici e nuove scritture
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Personaggi che attraversano i secoli, storie che interrogano il presente, interpreti tra i più autorevoli della scena italiana.
La Stagione di Prosa 2026/2027 del Teatro Duse di Bologna si costruisce attorno al
dialogo tra tradizione e contemporaneità, con una proposta che affianca grandi classici, nuove drammaturgie, musica e spettacoli fuori abbonamento.
La programmazione comprende circa 60 titoli, destinati ad ampliarsi nel corso della stagione, e propone un percorso che va da William Shakespeare a Dario Fo, da Carlo Goldoni a Eduardo De Filippo, passando per Niccolò Machiavelli e le più significative riletture contemporanee oltre agli attesissimi ritorni di Alessandro Bergonzoni, Oblivion e SLAVA'S SNOWSHOW.
Personaggi archetipici come Falstaff, Ulisse o Romeo e Giulietta, accanto a storie dei nostri giorni come quella di Putin o dell’anarchico Pinelli. Grandi interpreti, registi visionari e autori immortali, da Shakespeare a Goldoni, da Machiavelli a Dario Fo, passando per Michael Frayn e Agatha Cristie, fino a Eduardo De Filippo. Tra allestimenti classici e riscritture contemporanee, è ampio e variegato il mosaico drammaturgico che, in 14 titoli, compone la Stagione di Prosa 2026/2027 del Teatro Duse di Bologna.
“Presentiamo una nuova Stagione che è frutto del lavoro accurato e attento di tutto il Cda. Un compito - ha sottolineato il presidente del Cda del Teatro Duse Walter Mramor - che porta con sé non solo emozioni e bellezza, ma anche un’importante responsabilità: quella di creare una programmazione che mantenga sempre alta la qualità e riesca a generare un effetto positivo sul benessere e la crescita della comunità tutta. Desidero, inoltre, ringraziare tutto il pubblico per l’affetto e la partecipazione che riserva al nostro teatro, sempre più al centro del sistema culturale bolognese e nazionale”.
Quanto al bilancio della Stagione 2025/2026, il Teatro Duse chiude la programmazione consolidando risultati eccellenti: 152.000 presenze totali, di cui oltre un terzo di under 30, una media di 830 spettatori a sera e un gradimento pari al 98%, espresso dal pubblico con voto anonimo e segreto. Il sipario si è aperto 182 volte, che arrivano a 214 considerando anche gli eventi in scena nel ridotto DUSEpiccolo. In aumento gli abbonati che hanno raggiunto quota 2.400. Si conferma il dato che ha visto andare sold out oltre un terzo del totale degli spettacoli ospitati.
"Il nostro sostegno alla stagione di prosa del Teatro Duse, che anche quest’anno ci vede coinvolti come Main Partner, nasce da una convinzione profonda: la cultura è un valore fondamentale da promuovere e sostenere con continuità. - aggiunge Cecilia Bavera, responsabile Direzione Regionale Emilia Est - Romagna di BPER - Il Duse rappresenta una realtà teatrale di grande rilievo, con una tradizione solida e una riconosciuta autorevolezza a livello nazionale. Il cartellone della nuova stagione si distingue ancora una volta per varietà e qualità, combinando esperienze, linguaggi e visioni teatrali differenti. Le premesse sono quelle di una proposta coinvolgente e di grande impatto, che saprà incontrare il favore del pubblico".
Il cartellone di Prosa è stato presentato dalla Direzione Artistica formata da Walter Mramor (Artisti Associati - Centro di produzione teatrale di Gorizia), Livia Amabilino (La Contrada - Teatro Stabile di Trieste), Berto Gavioli (Teatro Michelangelo di Modena), Stefano Degli Esposti (Dems Teatro) e dal Direttore organizzativo Gabriele Scrima. Sono intervenuti anche l’assessore alla Cultura del Comune di Bologna Daniele Del Pozzo, la responsabile Direzione Regionale Emilia Est Romagna di BPER (Main partner) Cecilia Bavera e l’amministratore delegato di Pelliconi (Funding partner) Marco Checchi.
Ad aprire la nuova Stagione di prosa sarà Falstaff (13 – 15 novembre) con Emilio Solfrizzi, diretto da Davide Sacco che firma anche la drammaturgia liberamente tratta da Le allegre comari di Windsor di Shakespeare e dal Don Giovanni di Molière. In questa riscrittura, i due grandi testi si fondono generando una figura unica, quella di un uomo che ha trasformato l’inganno in stile di vita e vive nell’illusione di poter sfuggire alle conseguenze delle proprie azioni.
Si prosegue con Lo Zar (20 – 22 novembre) di e con Stefano Massini, che torna a occuparsi di Russia dopo il testo su Anna Politkovskaja. Sotto la lente, questa volta, ci sono Vladimir Putin e la sua storia, dall’adolescenza vissuta da teppista durante il crollo dell’URSS fino alla conquista del Cremlino. Immaginando Putin impegnato a redigere un fascicolo su se stesso, secondo i canoni e il linguaggio del KGB, Massini porta sul palco un racconto agghiacciante del nostro tempo.
Diretto da Giorgio Gallione, torna Lodo Guenzi in Morte accidentale di un anarchico (27 – 29 novembre), epocale opera di Dario Fo e Franca Rame, rappresentata per la prima volta nel 1970 dallo stesso Fo e dagli attori de La Comune, cui seguirono centinaia di sold out e innumerevoli tentativi di censura. Prendendo a pretesto il caso di un emigrante italiano defenestrato dal palazzo della polizia di New York nel 1921, Fo scrive questa farsa tragica per raccontare la morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli, misteriosamente precipitato il 15 dicembre 1969 dal quarto piano della Questura di Milano, durante un interrogatorio sulla strage di Piazza Fontana.
È ambientato in un cinema e gioca tutto sull’equilibrio tra realtà e fantasia Strappo alla regola (4 - 6 dicembre), atto unico scritto e diretto da Edoardo Erba. La protagonista è Maria Amelia Monti nel ruolo di Orietta, personaggio secondario del film horror in proiezione che riesce a sfuggire al suo assassino uscendo letteralmente dallo schermo. In sala, l’incontro con Moira, la maschera interpretata da Cristina Chinaglia, che tenterà di convincerla a rientrare nel film.
S’intitola Madre per sempre (11 - 13 dicembre) la toccante pièce della drammaturga catalana Marta Barceló interpretata da Marisa Laurito e Giorgia Würth. Le due attrici affrontano un testo intenso e delicato sul significato della maternità e la costruzione dei legami familiari. Attraverso l’incontro fra due donne molto diverse, una senza madre e l’altra senza figli, l’opera mette in scena il desiderio di entrambe di colmare un vuoto, dando vita a una famiglia ‘scelta’ oltre i confini biologici e sociali.
La Firenze rinascimentale di Niccolò Machiavelli diventa una city globale contemporanea nella trasposizione de La Mandragola (8 – 10 gennaio) diretta da Guglielmo Ferro. Sul palco Massimo Venturiello e Maurizio Micheli per una satira feroce del capitalismo in cui ogni relazione diventa transazione e l’inganno è una competenza professionale. In un contesto ultracompetitivo e disumanizzato, popolato da finanzieri vecchi e nuovi, manager rampanti, faccendieri e lobbisti, il potere è manipolazione, il desiderio è merce e vince chi è più spregiudicato.
Sono firmati da Roberto Valerio adattamento e regia de Gli innamorati (15 – 17 gennaio) di Carlo Goldoni. Sul palco Claudio Casadio nel ruolo dello zio Fabrizio, magnifica maschera del chiacchierone bonario e bugiardo. Accanto a lui Loredana Giordano, Valentina Carli, Leone Tarchiani, Maria Lauria, Lorenzo Carpinelli, Damiano Spitaleri e Alberto Gandolfo. In scena una storia d’amore universale e sfaccettata, animata da contraddizioni e caratteri sempre attuali.
Attesissimo Stefano Accorsi (22 – 24 gennaio) in Nessuno – Le avventure di Ulisse, scritto da Emanuele Aldrovandi e diretto da Daniele Finzi Pasca. Accanto ad Accorsi Francesca Del Duca nel ruolo di Penelope. Lo spettacolo che rilegge il mito di Ulisse è un viaggio nella psiche, nell’animo e nelle vicissitudini del più umano tra gli eroi omerici, un eroe fragile in cerca d’amore e di identità.
Per gli amanti del giallo, da non perdere Assassinio sull’Orient Express (5 -7 febbraio) di Agatha Christie, per la regia di Roberto Valerio. Nei panni dell’iconico detective belga Hercule Poirot ci sarà Claudio ‘Greg’ Gregory, alle prese con interrogatori serrati e un intricato mosaico di testimonianze, contraddizioni e depistaggi.
Tra i ritorni quello di Paolo Rossi in scena insieme a Bebo Storti in L’opera del delinquente (12 – 14 febbraio). Lo spettacolo nasce, tra realtà e leggenda, attorno ad un cabaret notturno milanese abitato da fantasmi e irregolari. Alternando canzoni e racconti di vite ai margini, musica e comicità, lo show trasforma memoria e improvvisazione in un teatro d’atmosfera, vivo, libero e ribelle.
A 43 anni dal debutto, la Compagnia Attori & Tecnici presenta il suo inossidabile cavallo di battaglia: il capolavoro di Michael Frayn, Rumori fuori scena (19 -21 febbraio), per la regia di Attilio Corsini. Un successo immutato per un gioiello drammaturgico di teatro nel teatro, costruito su di un meccanismo ad alta precisione che rapisce il pubblico, oggi come allora.
È uno scenario di guerra che rimanda al conflitto nei Balcani quello in cui Paolo Valerio ambienta la sua versione di Romeo e Giulietta (12 – 14 marzo). La storia d’amore per eccellenza va in scena in una chiave di lettura che, pur restando fedelissima al testo, proietta i due giovani amanti in un contesto di violenza che riecheggia le odierne cronache dal fronte, tra nazionalismi, fughe, assedi e scelte del destino.
Non manca un omaggio al grande Eduardo con Non ti pago (2 – 4 aprile) con Salvo Ficarra, Carolina Rosi e Nicola Di Pinto e la regia originale di Luca De Filippo. Un classico del teatro napoletano da cui emergono l’avidità morale dei personaggi e i temi cari a Eduardo, primo fra tutti quella disgregazione dei rapporti familiari metafora del disfacimento della società. Lo spettacolo replica anche il 1° aprile fuori abbonamento.
Chiude la stagione Notte prima degli esami (9 – 11 aprile) con l’adattamento e la regia di Fausto Brizzi. Ambientata nella Roma di fine anni Ottanta, la storia, divenuta un cult cinematografico, racconta le piccole e grandi sfide quotidiane di un gruppo di liceali in attesa della maturità. Indissolubile dalla pellicola, come dalla pièce, la colonna sonora di Antonello Venditti.
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