Arte e Cultura
“Dawn” dei RUT!: tra caos e leggerezza
Le linee vocali di “Dawn” hanno un’anima quasi rituale. Come nasce questa scelta?
Nasce in modo istintivo.
Quando sei così immerso in un momento bello da non accorgerti nemmeno che il tempo passa. In Dawn succede proprio questo: arriva l’alba e continui a chiederti com’è possibile che qualcosa di così speciale possa scivolare via così in fretta.
La ripetizione del ritornello è un po’ questo rituale: tornare sempre sulla stessa domanda, senza trovare davvero una spiegazione
Il confine tra caos e struttura nel vostro sound è molto sottile. Dove vi piace posizionarvi?
Non ci abbiamo mai pensato. Scriviamo di pancia, seguendo l’istinto. Ci interessa trovare un punto di contatto tra momenti di calma e momenti di esplosione, stare lì in mezzo.
Qual è il primo feedback che avete ricevuto quando avete fatto ascoltare il pezzo a qualcuno “di fiducia”?
“Ora che l’ho sentito non riesco a smettere di canticchiare il ritornello” Che dire?… missione compiuta!
Se doveste descrivere la vostra evoluzione come band con un’immagine non musicale, quale scegliereste?
Un’alba dopo una notte lunga ?
In questi tempi la musica è così varia che non è facile trovare la propria evoluzione. Noi cerchiamo solo di restare noi stessi e di trasmettere buonumore a chi ci ascolta.
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